Castles made of sand ...

... fall in the sea, eventually

Poesia di Titos Patrikios

Gli anni poi passeranno
masse di monti e pietra 
si frapporranno
tutto sarà dimenticato
come si dimentica
il cibo quotidiano
che ci tiene in piedi.

Tutto, tranne quell’istante
in cui sul metrò affollato
ti aggrappasti al mio braccio.

Risiko! Il mondo è tuo.

Se volete una copia potete scrivermi a info@taoblu.com 

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L'ho trovato a dir poco spettacolare, ricco di contenuti, tutt'altro che ovvio, scorrevole da leggere, ben scritto. Interessantissimo per quanto riguarda i risvolti psicologici. Descrive al meglio gli atteggiamenti al tavolo, nel pre o post-partita, con una chiave di lettura qualificata ed entusiasmante. Chi non ha avuto ancora questo piacere, se ne procuri una copia e lo faccia. Sono circa 150 pagine che voleranno via in scioltezza e che vi verrà voglia di rileggere nuovamente. Un testo adatto a chiunque. Chi si avvicina al gioco, chi pensa di sapere tutto sulla strategia, chi vuole affinare i propri metodi e le proprie conoscenze. Leggere per credere.

Yari Samuel Turchini, Vincitore di Torisiko 2010

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C'è tempo - Ivano Fossati


Dicono che c'è un tempo per seminare

e uno che hai voglia ad aspettare

un tempo sognato che viene di notte

e un altro di giorno teso

come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto

un tempo distante che è roba degli altri

un momento che era meglio partire

e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio

guardare il passaggio del sole d'estate

e saper raccontare ai nostri bambini quando

è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti

come smarrire un anello in un prato

e c'era tutto un programma futuro

che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura

che prima o poi ci riprende

perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo

per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove

e da un anno non torno

da mezz'ora sono qui arruffato

dentro una sala d'aspetto

di un tram che non viene

non essere gelosa di me

della mia vita

non essere gelosa di me

non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo

qualcosa di buono che verrà

un attimo fotografato, dipinto, segnato

e quello dopo perduto via

senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata

la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato

una stagione ribelle

l'istante in cui scocca l'unica freccia

che arriva alla volta celeste

e trafigge le stelle

è un giorno che tutta la gente

si tende la mano

è il medesimo istante per tutti

che sarà benedetto, io credo

da molto lontano

è il tempo che è finalmente

o quando ci si capisce

un tempo in cui mi vedrai

accanto a te nuovamente

mano alla mano

che buffi saremo

se non ci avranno nemmeno

avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare

e uno più lungo per aspettare

io dico che c'era un tempo sognato

che bisognava sognare. 

Pulp Fiction

Mia: "Non odi tutto questo?"

Vincent:"Odio cosa?"

Mia: "I silenzi che mettono a disagio, perchè sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate per sentirci più a nostro agio?"

Vincent: "Non lo so è una bella domanda."

Mia: "È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace."

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Vincent: Vuoi un po’ di pancetta?

Jules: No, grazie, io non mangio maiale.

Vincent: Sei ebreo?

Jules: Non sono ebreo, non mi va la carne suina, tutto qui.

Vincent: Perché no?

Jules: I maiali sono animali schifosi. Io non mangio animali schifosi.

Vincent: Si, ma la pancetta ha un buon sapore..le braciole hanno un buon sapore.

Jules: Ehi, un topo avrà anche il sapore di una torta alla zucca, ma non lo saprò mai perché non lo mangio quel figlio di puttana. I maiali dormono e grufolano nella merda. Io non lo mangio un animale che si mangia le sue feci.

Vincent: Il cane allora? Il cane si mangia le sue feci.

Jules: e perché? Io mangio i cani?

Vincent: Tu consideri il cane un animale schifoso?

Jules: Non arriverei a definire il cane un animale schifoso, ma è sicuramente sporco. Ma un cane ha personalità. E’ la personalità che cambia le cose.

Vincent: In base a questa logica, se il maiale avesse una personalità non sarebbe più un animale schifoso.

Jules: beh, dovrebbe trattarsi di una maialina super affascinante. Insomma, dovrebbe essere dieci volte più affascinante della Piggy dei Muppets. Mi sono spiegato?

 

Il cavaliere Oscuro.

La notte è sempre più buia prima dell'alba.

Le cose peggiorano sempre un attimo prima di migliorare. 

A volte non basta la verità, a volte la gente merita di più.

Se introduci un po’ di anarchia, se stravolgi l'ordine prestabilito tutto diventa improvvisamente caos. Io sono l'agente del caos. Sai qual è il bello del caos? È equo.

Io non sono un opportunista! Io cerco di dimostrare agli opportunisti quanto siano patetici i loro tentativi di controllare le cose!

La loro moralità, i loro principi sono solo uno stupido scherzo, li mollano appena cominciano i veri problemi. Sono bravi solo quanto il mondo permette loro di esserlo. Te lo dimostro: quando le cose vanno male, queste persone civili e perbene si sbranano tra di loro.

Basta che funzioni. 2009. Woody Allen.

Io non sono un tipo simpatico, la simpatia non è mai stata una priorità per me e per essere chiari questo non è un film da "o quanto mi sento bene". Se siete di quegli idioti che devono sentirsi bene, beh, fatevi fare un massaggio ai piedi. Ma qual è il significato di tutto? Niente! Zero! Nulla! Tutto finisce in niente, anche se non mancano gli idioti farfuglianti, non parlo di me, io la visione ce l'ho, sto parlando di voi, dei vostri amici, dei vostri colleghi, dei vostri giornali, della tv. Tutti molto felici di fare chiacchiere, completamente disinformati. Morale, scienza, religione, politica, sport, amore, i vostri investimenti, i vostri figli, la salute, cazzo, se devo mangiare nove porzioni di frutta e verdura al giorno per vivere, non voglio vivere! Io detesto la frutta e la verdura e i vostri omega tre e il tapis roulant e l'elettrocardiogramma e la mammografia e la risonanza pelvica e, o mio Dio, la colonscopia.. e con tutto ciò arriva sempre il giorno in cui vi ficcano in una scatola e avanti con un'altra generazione di idioti, i quali vi diranno tutto sulla vita e decideranno per voi quello che è appropriato. Mio padre si è suicidato perché i giornali del mattino lo deprimevano e lo potete biasimare? Con l'orrore, la corruzione e l'ignoranza e la povertà e i genocidi e l'aids e il riscaldamento globale e il terrorismo e quegli idioti dei valori della famiglia e quei maniaci delle armi. «L'orrore» dice Kurz alla fine di Cuore di Tenebra, «l'orrore», e beato lui non distribuivano il Times nella giungla. Eh, se no l'avrebbe visto l'orrore. Ma che si può fare? Leggete di qualche massacro nel Darfur o di uno scuolabus fatto esplodere e attaccate "o mio Dio l'orrore!" e poi girate pagina e finite le vostre uova di gallina ruspante, perché tanto che si può fare, si è sopraffatti. Anche io ho tentato di suicidarmi, ovviamente non ha funzionato. Ma perché mai volete sentire queste cose? Sono sicuro che siete ossessionati da un gran numero di tristi speranze e sogni, dalle vostre prevedibilmente insoddisfacenti vite amorose, dai vostri falliti affari. Ah se solo avessi comprato quelle azioni, se solo avessi comprato quella casa anni fa, se solo ci avessi provato con quella donna, se questo, se quello. Sapete una cosa? Risparmiatevi i vostri avrei potuto o avrei dovuto. Come mia madre mi diceva sempre "se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carrozza". Mia madre le ruote non le aveva, aveva le vene varicose, eppure la signora ha partorito una mente brillante. Mi hanno preso in considerazione per il Nobel per la fisica, non l'ho ottenuto, però si sa, è tutta politica come ogni altra finta onorificenza. Detto tra noi, non crediate che io sia amareggiato per qualche batosta personale. Per gli standard di un'insensata e barbarica civiltà, sono stato piuttosto fortunato. Ho sposato una bella donna che era ricca di famiglia, per anni abbiamo vissuto a Birdman Place, insegnavo alla Columbia, teoria delle stringhe. (Boris Yellnikoff)

Lucio. Cara.

Foglie d'erba.

Rifluisci, oceano della vita, (tornerà l'alta marea), non cessare il tuo lamento tu feroce antica madre, senza fine piangi per i tuoi naufraghi, ma non aver paura, non respingermi, non frusciare così roca e adirata contro i miei piedi appena ti tocco o raccolgo qualcosa da te.

Io intendo essere gentile con te e con tutti, raccolgo per me e per questo fantasma che guarda giù dove ci dirigiamo, e segue me e i miei canti.

Me e i miei canti, libere tracce di vento, piccoli cadaveri, schiuma bianca come neve, e bolle, ciuffi di paglia, sabbie, frammenti, portati qui a galla da molti umori, uno in contrasto con l'altro, dalla tempesta, dalla bonaccia, il buio, il gonfiarsi delle onde, meditando, riflettendo, un respiro, una lacrima salmastra, un po' di liquido o di terra, su come da insondabili trasformazioni fermentate e scagliate, un fiore o due marciti, strappati, sulle onde fluttuando alla deriva, ugualmente per noi quel singhiozzante lamento della Natura, ugualmente da dove noi veniamo quello squillo di trombe annuvolate, noi, capricciosi, portati qui non sappiamo da dove, sparsi davanti a te, tu lassù che cammini o stai seduto, chiunque tu sia, anche noi siamo relitti ai tuoi piedi. 

Walt Whitman


Miserabili.

“Se non fai niente la paura aumenta. La speranza la devi costruire, la speranza è una capacità. Se riesci ad immaginare di poter fare qualcosa, sei libero di costruirtela. Se non lo fai, se ti rassegni al realismo, sei miseria.” Marco Paolini

Incarico di Julio Cortazar

Non darmi tregua, non perdonarmi mai

Pestami a sangue, che ogni cosa crudele sia tu che ritorni.

Non lasciarmi dormire, non darmi pace !

Allora otterrò il mio regno, nascerò lentamente.

Non smarrirmi come un motivetto facile, non essere carezza ne guanto;

Intagliami come una selce, fammi disperare.

Difendi il tuo amore umano, il tuo sorriso, i tuoi capelli. Donali.

Vieni a me con la tua collera secca di fosforo e squame.

Grida. Vomitami sabbia in bocca, rompimi le fauci.

Non mi importa ignorarti in pieno giorno,

sapere che giochi faccia al sole, a viso aperto.

Condividilo.

 

Io ti chiedo la cerimonia crudele del taglio,

quello che nessuno ti chiede: le spine

fino all’osso. Strappami questo volto infame,

obbligami a gridare finalmente il mio vero nome.