Castles made of sand ...... fall in the sea, eventually |
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Mio progetto
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giovedì, 10 novembre 05 11:52
Marciapiedi senza corrimano. Escursione satirica libera.Lui l'amava ancora. Così prese il coraggio a due mani e decise di tornare da lei. Quando si trovò davanti alla porta di casa sua, si rese conto che non poteva aprirla. Aveva le mani impegnate dal coraggio. Si spaventò per la sua impotenza, così da ritrovarsi improvvisamente con le mani libere. Uscì, ma era senza coraggio e sentiva il suo cuore tremare, anche la terra sotto i suoi piedi tremava. Quando arrivò sotto casa di lei, la casa crollò. Era il terremoto. Il mondo gli stava crollando addosso, ma anche se era mancino, riuscì a scansarsi con destrezza, ma inciampò sul marciapiede e cadde a terra. E da terra iniziò a riflettere. Come mai lungo i marciapiedi, dove i piedi si muovono, non ci sono i corrimano, mentre sulle scale mobili, dove i piedi stanno fermi, ci sono ben due corrimano? Restò immobile, come le abitazioni. O come un armadio, anche se quello è mobile. Pensò a lungo agli armadi immobili, ma ancor di più alle case mobili. Questi villini che camminano. Graziose dimore, alcune di bionde, altre di donne ossigenate. Pensò ancora. Se fossi stata una donna non sarei caduto a terra perché avrei avuto molti più riflessi, nei capelli. Anche se ho visto capelli pieni di riflessi cadere a terra, sbilanciati. Tutte le forme di calvizia derivano da problemi di equilibrio. E non solo l'equilibrio idrolipidico, ma anche quello spaziomotorio. Poi capì perché dove ci sono i marcipiedi non ci sono i corrimano. Non puoi far marciare i piedi sul marcipiede, mentre la mano corre sul corrimano. Come minimo ti sloghi un polso. Rischi di perdere un po' la mano. Poi gli tornarono in mente gli anni felici in cui era membro del consolato italiano e pianse sconsolato. Da terra, afflitto e dolorante, allungò la mano e suonò il campanello. Si sentiva ancora impotente, ma prese sottobraccio la sua volontà e si eresse senza pene. Quando la sua donna lo vide abbracciato alla volontà si rabbuiò al punto da diventare un mostro. Non aveva mai capito perché il mostro fa paura a tutti e per questo non si mostra, mentre la mostra piace al punto che l'ingresso è a pagamento. Lei: Che ci fai qui, stretto stretto a braccetto con quella troietta della volontà? Lui: Preferisci vedermi insieme a quell'orsetto ricchione del coraggio? Lei: Meglio finocchio che infedele. Lui: Ti sembra il momento di pensare alle verdure, cipollotta mia. Lui chi è? Lei: Lui è sconforto, è con me da quando mi hai lasciato. Mi stringe con forza ogni giorno, mi penetra nell'anima tutte le notti. Lui: Sei proprio una puttana! E in quell'istante anche la volontà che aveva sotto braccio, sparì, così come fece il coraggio. Poi sentì crescere tra le sue gambe il suo orgoglio e non provò più pene. Si avvicinò allo sconforto e gli tirò un sontuoso gancio. Strinse a se la sua cara, che sarebbe rimasta tale anche durante i saldi. Il suono della campanella decretò la fine dell'incontro. L'amore, ancora una volta, non aveva trio-n-fato. Infatti quella coppia era un duo e il fato non c'entrava niente. Una cosa aveva imparato, lui, l'uomo. Che non era più in grado di innamorarsi di una donna, ma solo dell'idea di poterci far sesso regolarmente. inserisci un commento
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