Castles made of sand ...

... fall in the sea, eventually

Venerdì 25 agosto 2006 - 00:35

Sei ovunque. Sei in questo diluvio di fine agosto, sei tra le parole di Lorenzo che mi ha appena riportato alla macchina, sei nelle facce di ogni amico mio. Sei nella voce roca di Tom Waits, nelle costicine di maiale, sei con me mentre corro, mentre riguardo "Alta Fedeltà". Sei con me un attimo prima che mi addormento. Piange Dio, piango io, misero masochista, inconsistente, inconcludente. Ma si può lasciare una donna e piangere ogni giorno? Dio lo sa che il mio posto è vicino a te e me lo dice con la pioggia violenta del cielo e con quella salata dei miei occhi.

A pensarci bene siamo due sentimentali. Due fottuti romantici. Tu più di me, certo, ma io non sono da meno. Tu che mi ami nonostante tutto e io che ti lascio e non faccio altro che pensare a noi.

Credo che abbiamo un'umanità e una sensibilità compatibile. Forse non faremo grandi discorsi, ma sui valori che contano ci siamo sempre capiti.

Mi sono scottato con la cera di una candela morta, accesa per parlarti attraverso "The Fletcher Memorial Home" dei Pink Floyd (ce l'hai subito prima di Comfortably Numb nella compilation che ti ho fatto). Lo sai che parlano in italiano in questa canzone, te l'ho raccontato. Ti ho fatto conoscere i Pink Floyd sapendo che non potevi non amarli. Tu invece mi hai amato. Non siamo pari.

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