Inutile ricordare ogni volta quanto sia bravo Spielberg nella gestione della suspance. Scene d'azione, esplosioni, effetti ... tecnica sopraffina (anche se è vero, le riprese da cartolina fanno un po' ridere).
Ma nel momento in cui decidi di fare un film storico, quasi documentaristico, pur dovendo rifarti a fatti reali, devi scrivere una sceneggiatura.
E cosa si decide di mostrare qui? Due ore di attentati terroristici.
E alla fine? Alla fine qualche riflessione sacrosanta sull'inutilità del conflitto e della vendetta.
Il film quindi, risulta inutilmente lungo e peggio, le interpretazioni le trovo "fredde" in particolar modo Bana (che in alcune scene dimostra di saper interpretare) è inespressivo (probabilmente su richiesta di Spielberg che non voleva un protagonista/attore, ma un protagonista/uomo comune ... solo che il Bana finisce per essere apatico e inspiegabilmente privo di sentimenti ... per poi crollare)
Spielberg, oltre a far vedere un paio di belle esplosioni, riesce a creare bene lo stato d'angoscia del protagonista e a rendere quella sensazione di perdita di senso della vendetta ... ma in quasi tre ore è troppo poco.
SPOILER
Il protagonista firma un NON contratto per testimoniare che non lavora per Geoffrey Rush. Non ha alcun senso ... perché la firma attesterebbe che si conoscono. Ed infatti in seguito gli dice "Io non ti conosco".
Avevano tutti i soldi che volevano per fare gli attentati, ma al primo attentato a Roma sparano in centro storico senza silenziatori. Un paio di attentati dopo hanno i silenziatori.
Le parti, per così dire, di spionaggio, sono troppo semplificate, al punto che non si creano mai veri intrighi e i sospetti e le rassicurazioni sono sempre troppo guidate.
La donna, ad esempio, era un esca fin troppo evidente. Strano che un killer in paranoia e sospettoso non abbia avuto la benchè minima perplessità difronte ad una donna elegante che ammicca come una zoccola e ti supplica, quasi, di scoparla.
Poi scusate, torna in camera, chiama la moglie, piange. Crisi mistica e pochi minuti dopo è pronto a tradirla (infatti va in cerca della donna). Origlia e sente l'amico dentro e dice "Lavevo vista prima io" e se ne va sconsolato. Ma cavoli, due minuti fa piangeva piegato in due dal dolore per la mancanza della moglie.
Non esiste... non c'è movente... ah si, il movente c'è... Spielberg doveva farci vedere che l'amico era crepato.
A me il film è sembrano scritto in fretta... mal sviluppato.
Poi lui che rivede, in sogno o facendo l'amore, l'attentato (che in realtà non ha visto, ma probabilmente riesce ad immaginarlo) sembra fare da riempitivo.
Lui che ha commesso degli omicidi, dovrebbe rivedere qualcosa di spaventoso vissuto in prima persona e non scene che non ha visto.
Quando hai ammazzato una persona a sangue freddo, o sei sopravvissuto per miracolo ad una bomba o hai sparato ad una donna in gola e l'hai guardata morire soffocando (dura quella scena, riuscita) NON sogni qualcosa che non hai nè VISTO nè VISSUTO.
Posso capire l'angoscia, posso capire il simbolismo, ma per me l'intreccio in se aveva così poco da dire che Spielberg è stato costretto a ritornare per ben 2 volte su una scena della quale conosciamo l'epilogo... perchè?
Per me l'ha fatto per un effetto recenza, per lasciare nella mente di chi guarda la violenza che ha originato la vendetta e giustificare in parte la vendetta.