Castles made of sand ...

... fall in the sea, eventually

29 Novembre 2006

Che posso farci? ... son sempre sul Garda e ancora a Malcesine.

Pausa pranzo. C'è un bel cielo limpido. L'aria è fresca e pulita. Poco fa è arrivato questo cigno a elemosinare qualche boccone del mio pranzo. Non è bianco, è un po' grigio marrone. Lo chiamerò il cigno Bruno.

Pane, speck e formaggio. Gradisce.

Pane e Nutella. Gradisce.

Mela. Non gradisce. Lo diceva Dio di lasciar stare le mele.

Io mangio, lui mangia. Silenzio.

Non chiede nulla e aspetta.

Io non gli chiedo nulla e aspetto.

Quando mi va gli lancio un pezzo di pane e lui mangia. Poi aspetta. Io aspetto.

Fosse così semplice anche tra gli uomini. Quando si ha qualcosa da dare, lo si dà e quando qualcosa arriva, lo si accoglie.

 

 

Mentre guardo il cigno Bruno che mangia, i pensieri si sfocano dentro il fondo del lago. Un fondo ricoperto di muschio, che ora il pennuto succhia e rosicchia.

Hai fame bello! Aspetta, ho un altro po' di pane.

La vita. Mangiare quando si ha fame, dormire quando si ha sonno e aspettare di tanto in tanto che qualcuno ci tiri un pezzo di pane o che qualcosa germogli.

Poi arrivano due amici di Bruno, molto più vanitosi. Sembrano appena usciti dal parrucchiere, sono cotonati e bianchi, bianchi davvero. Si mettono pure in posa, questi cafoni.

 

 

Verso sera mi fermo a fare alcune telefonate. Intanto il sole scende e un signore anziano con una barchetta si ferma a pescare proprio davanti a me. Il vecchio e il lago. Scendo e lo guardo. Lui mi guarda. Non dice nulla e aspetta. Io non dico nulla e lo metto a fuoco. Lui sembra mettersi in posa, sto cafone.

Poi si mette a trafficare con alcune corde, prende una canna da pesca e lentamente getta l'amo in acqua.

Resta li, un po' piegato sui suoi anni, sull'orizzonte e aspetta. Ha tirato il suo pezzo di pane, ed ora è in attesa che qualcosa abbocchi.

La poesia del mondo. Se ne sta li, aspetta e non chiede nulla. A volte è un po' troppa per i miei occhi, per le mie orecchie, per il mio cuore... altre volte, invece, mi sembra di poterla raccogliere. Tutta.

Fatta quest'ultima foto posso rientrare. Per la strada mando un messaggio a Ronny che doveva spedirmi alcune foto fatte con la nuova Canon.

E lui manda un saluto, uno di quelli che sembrano avere un legame con il cigno Bruno, con il vecchio pescatore, con la poesia del mondo.

"Un saluto ad un amico passato, che tesse una sottile tela di rapporti, vicini e lontani... quella stessa tela in futuro lo nutrirà di amicizie che da lui non potranno più fuggire."

L'anima del Ronny poeta non la conoscevo, ma il biker, tennista, fotografo, playboy Cadorino è sempre stato pieno di sorprese.

Ora spedisci quelle foto che voglio postare quel barattolo arrugginito.

Marianne Faithfull - Crazy Love.

Dall'album "Before The Poison" del 2004. Se vi capita di andare al cinema e di vedere la pubblicità della Toyota Rav 4x4 allora vi capiterà anche di sentirla.

Voce calda ed inquietante quella di Marianne.

Crazy Love

Hated by all and everywhere he goes
Blazing contempt for human life and lies
Murder as art and what he knows he knows
from life and fear in other people's eyes

RIT: Crazy love is all around me
Love is crazy love is kind
But I know somehow you'll find me
Love is crazy love is blind

She walks the boulevard without a care
Knowing too much but having come so far
Pretending life is just a game you play for nothing
Loving no-one and no-where

RIT: Crazy love is all around me
Love goes crazy given time
But I know somehow you'll find me
Love is crazy love is blind

She looks as if expecting a surprise
Maybe an encounter that will change her life
Not knowing hot from cold or good for bad
If life is just a joke or if it makes her sad

RIT: Crazy love is all around me
Love is crazy love is kind
But I know somehow you'll find me
Love is crazy love is blind

Crazy love is all around me
Love goes crazy given time
But I know somehow you'll find me
Love is crazy love is blind

Lucio Dalla - Dark Bologna.

Max della Danny D Band dice che la produzione di Dalla è il tornasole della produzione della musica italiana. Quando Dalla scrive buona musica, la musica italiana vive un periodo felice. Quando Dalla scrive musica mediocre, allora anche la musica italiana è sotto tono.

Questa canzone è del 2006. Dovrei pensare che la musica italiana sta passando un buon periodo?

In grassetto in versi che mi hanno scosso, versi di pura poesia di un cantautore esperto che ne ha viste e fatte parecchie.

Lungo l'autostrada da lontano ti vedrò
ecco là le luci di San Luca
entrando dentro al centro, l'auto si rovina un pò
Bologna, ogni strada c'è una buca
per prima cosa mangio una pizza da Altero
c'è un barista buffo, un tipo nero
Bologna, sai mi sei mancata un casino
aspetto mezzanotte chè il giornale comprerò
lo stadio, il trotto, il Resto del Carlino
piove molto forte ma tanto non mi bagnerò
c'è un bar col portico, mi faccio un cappuccino
ma che casino, quanta gente, cos'è sta confusione?
c'è una puttana, anzi no: è un busone
Bologna, sai mi sei mancata un casino
chissà se in questa strada si può entrare oppure no?
ah no, c'è Sirio, ma che due maroni
così cammino per la piazza
con una merda sul paletot
ma perché anche col buio volano i piccioni?
voglio andarmene sui colli
voglio andarmene a vedere il temporale
tra i fulmini coi tuoni mi sembra di volare
nel tempo dei ricordi perdermi e affogare
figurine, piedi sporchi e ancora i compiti da fare
le pugnette sui tetti, che belli quei cieli
seduti lì insieme con le nuvole che cambiano colore
bocche rosse d'estate, cocomeri in fiore
come è buono nei viali il profumo dei tigli
con della benzina l'odore
certe notti stellate nei cine all'aperto
e le lucciole che si corrono dietro,
si corrono dietro per fare l'amore
com'è bello andar a fare l'amore
c'è un tuono più forte che la notte svanisce
mi sveglio di colpo più stanco più solo
mentre il cielo schiarisce
accendo il motore, guardo nello specchietto
e vedo riflessa con un po' di dolore
Bologna col rosso dei muri alle spalle
che poco a poco sparisce
metto la freccia e vado sulla luna
vado a trovare la luna.

Eros e Anastacia.

Oggi è tornata a farmi visita questa canzone. Mia ... almeno per i pensieri ripidi e per questo inverno che finirà ... fuori e dentro me.

Eros e Anastacia - I belong to you

EROS - Adesso no, non voglio più difendermi, supererò dentro
di me gli ostacoli, i miei momenti più difficili, per te.
ANASTACIA - There is no reason, there's no rhyme: it's crystal
clear. I hear your voice and all the darkness disappears. Every
time I look into your eyes you maybe love you
EROS - Questo inverno finirà
ANASTACIA - I do truly love you
EROS - Fuori e dentro me
ANASTACIA - How you maybe love you
EROS - con le sue difficoltà
ANASTACIA - I do truly love you

INSIEME - I belong to you, you belong to me forever

ANASTACIA - Want you, baby I want you and I thought that
you should know that I believe. You're the wind that's
underneath my wings, I belong to you, you belong to me.
EROS - Ho camminato su pensieri ripidi
ANASTACIA - You are my fantasy
EROS - per solitudini e deserti aridi
ANASTACIA - You are my gentle breeze
EROS - al ritmo della tua passione ora io vivrò
ANASTACIA - and I'll never let you go
EROS  l'amore attraverserò
ANASTACIA - you'are the piece that makes me whole
EROS - le onde dei suoi attimi
ANASTACIA - I can feel you in my soul
EROS - profondi come oceani

EROS - Vincerò per te le paure che io sento, quanto bruciano
dentro le parole che non ho più detto, sai...
ANASTACIA - Want you, baby I want you and I thought that
you should know that I believe.
EROS - Lampi nel silenzio siamo noi
ANASTACIA - I belong to you, you belong to me, you're the
wind that's underneath my wings, I belong to you, you belong
to me.
EROS - Adesso io ti sento
ANASTACIA - I will belong forever
EROS - To
ANASTACIA - you.

27 novembre 2005 ...

... un anno fa!

Dalla finestra della casa di Matteo, una bianca Pieve di Cadore!

 

Gli ostacoli del cuore.

La voce di Elisa è splendida, quella del Liga mi ha un po' stancato, ma quando attacca qui è da brividi.

 

C'è un principio di magia

fra gli ostacoli del cuore

che si attacca volentieri

fra una sera che non muore

e una notte da scartare

come un pacco di Natale

 

C'è un principio d'ironia

nel tenere coccolati

i pensieri più segreti

e trovarli già svelati

e a parlare ero io

sono io che li ho prestati

 

Quante cose che non sai di me

quante cose che non puoi sapere

quante cose da portare nel viaggio insieme

 

C'è un principio di allegria

fra gli ostacoli del cuore

che mi voglio meritare

anche mentre guardo il mare

mentre lascio naufragare

un ridicolo pensiero

 

Quante cose che non sai di me

quante cose che non puoi sapere

quante cose da portare nel viaggio insieme

 

C'è un principio di energia

che mi spinge a dondolare

fra il mio dire ed il mio fare

e sentire fa rumore

fa rumore camminare

fra gli ostacoli del cuore

 

Quante cose che non sai di me

quante cose che non puoi sapere

quante cose da portare nel viaggio insieme

 

Luciano Ligabue per Elisa

Stasera ...

... a Garda sono uscito dal Consorzio e c'era una bella luce ...

... e ho visto due coppie affiatate e mute galleggiare insieme ...

... volare è il massimo, ma anche galleggiare è una bella cosa ...

... e per tutto il tempo pensavo a Lu.

Si, si ...

... posso giocare con la musica.

Potrei fare una serata di tre ore mixando southern rock, facendovi sentire l'odore dei campi.

Potrei intossicarvi di progressive, psichedelica ed elettronica e portarvi nel cielo di diamanti di Lucy.

Potrei ingellarvi i capelli con il rock 'n roll o allungarvi il colletto della camicia con la Disco Dance.

Potrei fare tutto questo in una notte sola per poi mettervi una corona di fiori al collo e farvi muovere dentro ritmi latini.

E infine aspetterei l'alba per farvi addormentare con il soul.

Potrei ...

 

Uomin soli - Pooh!

Oggi da Fiorello i Pooh. Non sono mai riuscito ad ascoltarli, più per un fatto di sound e melodie, che per i testi, alcuni davvero belli!

 

Una di quelle che hanno cantato oggi mi calza come un guanto, se non fosse che non ho studiato da prete, nè fatto vent'anni di galera.

 

 

UOMINI SOLI

 

Li incontri dove la gente viaggia, e va a telefonare,

col dopobarba che sa di pioggia, e la ventiquattro ore,

perduti nel corriere della sera,

nel va e vieni di una cameriera,

ma perché ogni giorno viene sera?

A volte un uomo è da solo perché ha intesta strani tarli,

perché ha paura del sesso o per la smania di successo.

Per scrivere il romanzo che ha di dentro,

perché la vita l'ha già messo al muro,

o perché in un mondo falso è un uomo vero.

Dio delle città

e dell'immensità,

se è vero che ci sei

e hai viaggiato più di noi,

vediamo se si può imparare questa vita,

e magari un po' cambiarla,

prima che ci cambi lei.

Vediamo se si può,

farci amare come siamo,

senza violentarci più,

con nevrosi e gelosie.

Perché questa vita stende,

e chi è steso o dorme o muore,

oppure fa l'amore.

Ci sono uomini soli per la sete d'avventura,

perché han studiato da prete o per vent'anni di galera,

per madri che non li hanno mai svezzati,

per donne che li han rivoltati e persi,

o solo perché sono dei diversi.

Dio delle città

e dell'immensità,

se è vero che ci sei

e hai viaggiato più di noi,

vediamo se si può

imparare queste donne

e cambiare un po' per loro,

e cambiare un po' per noi.

Ma Dio delle città

e dell'immensità,

magari tu ci sei

e problemi non ne hai.

Ma quaggiù non siamo in cielo,

e se un uomo perde il filo,

è soltanto un uomo solo.

Danny D Band Party!

Eccomi qui al party di Roberta, avvocato trent'enne della Treviso per bene che ha appena superato l'esame di stato. Ragazza pulita, tranquilla, come la maggior parte degli invitati alla sua festa.

Io però son qui per Danny D e la sua Band, gruppo rock blues che seguo ogni volta che posso. Mi son fatto inbucare a questa festa da Danny. Si mangia e si beve e si registra ogni cosa con il portatile di Nicola ... qui son tutti un po' troppo impostati per i miei gusti, ma i miei gusti son strani.

Eppure ora suona Chitlins Con Carne di Kenny Burrell nella versione rivista di Stevie Ray Vaughan, che per chi capisce è uno dei migliori impasti jazz blues che si possano suonare ... ma qui nessuno sembra accorgesene.

E quando suona Old Love io ricordo il 5 novembre 2005 al Rock & Blues Pub di San Donà di Piave con la mia Lu .. quella sera si che mi son divertito ... Old Love mi era pure stata dedicata ed avevo mangiato fritti e club sandwich, non questi fetenti vulevan al formaggio.

Dentro a questi brani io ho le visioni. Tutto mi appare chiaro.

Non c'è cosa in questa terra barattabile con l'emozione di una canzone, di un'amicizia, di un'amore. Non è difficile da capire se ci pensate, eppure ne passiamo di tempo ad imitare i nostri simili ad accumulare cose, status, beni mobili ed immobili.

Basterebbe trovare il modo per esser vivi, esser vivi veramente nel momento in cui si vive. Mica domani, mica ieri, ma ora, adesso ... senza dispedersi in stati troppo alterati e viziosi, ma senza nemmeno sprofondare nell'abitudine ... è un impasto anche la sensazione di vitalità, un impasto tra tutte queste dimensioni... significa saper cogliere un'emozione, quella che attraversa il blues, quella che attraversa un istante .. ma lo devi percepire quell'istante, altrimenti è come se non fosse esistito.

C'è anche una bambina piccola a questa festa, l'unica donna che non mi ha ancora messo gli occhi addosso ... uah, che battutaccia. Questa l'ho detta a Nicola per farlo ridere.

Danny D e la sua Band, questa sera camaleontica, suona Santana, "Il tempo di morire" di Battisti, "Superstition" di Stevie Wonder, la mitica "Blues Suede Shoes" di Carl Perkins e tante altre ever green dall'ampio consenso e sufficientemente ritmate da far felici tutti. 

C'è anche il tempo per far cantare Roberta ... stonatissima, ma ormai è festa!

E poi a fine serata tocca a me. Metto su un po' di Disco Dance e faccio ballare tutti, in particolare due ex ragazzacci che rimangono a petto nudo su un tavolo. Ora sembra un party ... ci hanno messo un po' di ore a scaldarsi, ma ci son riusciti! Evviva!

Basta, sono stanco Nic, andiamo a nanna. Ora suona "Su di Noi" di Pupo e non può essere un mio disco, quindi posso mettere via i miei, salutare la Danny D Band e qualche invitato e tornare a casa.

Tutto sommato il risotto di funghi non era male.

Su di noi nemmeno una nuvola
su di noi l'amore è una favola
su di noi se tu vuoi volare...
Mi stavi vicino e non mi accorgevo
di quanto importante eri tu
adesso ci siamo, fai presto, ti amo
non perdere un attimo in più.
Su di noi, ancora una volta dai
su di noi, di te non mi stanco mai.

Ray!

No, non sarà proprio un commento. Questa sera ho visto Ray. 140 minuti sulla vita del grande Charles. Hit the road Jack! Come non potrei sentirlo vicino, il grande Ray.

 

Alcune cose del film (solo se lo avete già visto, altrimenti ve lo rovinate).

 

A 7 anni vede suo fratello più piccolo annegare in una tinozza d'acqua. Gli occhi non hanno più voglia di vedere e iniziano a lacrimare tutti i giorni.

Pian piano diventa cieco e quando il mondo non ha più colori, si inizia a sentirlo... i respiri della madre, le foglie, gli uccelli ... e la musica, il ritmo e tutto ciò che vive.

Ma più di ogni altra cosa sente il dolore di perdere l'autonomia, i colori, un fratello con cui giocare, la vicinanza con la madre. C'è da andare a pezzi, verrebbe voglia di prendere Dio a sberle e chiedergli di porgere l'altra guancia.

Invece no, un frammento d'anima resta aggrappato alla vita e la trascina avanti, attraverso la musica, fino all'eroina, all'amore per una donna, al successo, al matrimonio, alle amanti, al primo figlio.

Gioie e dolori, bene e male e poi ancora dischi, soldi, amicizie, liti e ancora eroina, ancora lei, sempre lei.

 

Eppure Ray il suo conto l'ha pagato tanti anni prima e non vuole essere giudicato.

Che si prova a perdere un fratello, una madre e la vista quando ancora non hai dieci anni?

Fino al 2004 lo si poteva chiedere a Ray, ma non sono qui per drammatizzare. Ciò che è stato e stato, giusto?

 

E ciò che ha fatto, ha fatto. Lasciamogli l'eroina che lo tiene in vita, lo fa essere artista e gli permette di lottare in quell'oceano di dolore. Si, si, è sbagliato, non va bene, ma che ci volete fare, è la sua strada. C'è chi certi colpi non li regge e perde la testa, va in overdose, va in depressione cronica. Alcuni arrivano a togliersi la vita. Lui, invece, non salta una registrazione, non tarda ad un concerto, però si buca.

E poi la prigione, l'odio della gente, la moglie che non trova più il modo per amarlo, per stargli vicino, che vorrebbe vederlo più di 9 giorni all'anno, vorrebbe lasciarlo ... ma dove lo trova un altro Ray? Dove la trova un'altra anima del genere, una forza simile? E Ray dove la trova un'altra B?

 

Che sia Blues, che sia Country, funzionavi. Avevi il dono, il sangue nero, il groove. Con l'Atlantic, che poi produrrà anche i Led Zeppelin, eri più ruvido, più black, più grintoso .. ma il sound non l'hai mai perso e la vena creativa pulsava bene con l'eroina, ma ha continuato a funzionare anche senza latte più.

 

Così un giorno ti trovi sul treno dei benedetti, in prima pagina, indiscusso numero uno delle classifiche. Gran persona quel Ray. In Georgia non suoni per difendere i diritti dei neri. Proprio una gran persona quello storpio d'un nero.

Tua madre lo diceva: "Sei cieco, non sei stupido."

 

Ma forse si sbagliava. Che succede Ray? Oggi sei sul treno dei dannati. Tu, maledetto eroinomane vizioso in prima pagina, incapace di rielaborare il dolore, incapace di dare il buon esempio, incapace di scegliere l'amore, la vita, perché ormai troppo contaminato, troppo inquinato, troppo tu, troppo diverso.

 

Chiedi solo di non essere giudicato e di non sentirti solo in casa tua. 

"Baby, quando io cammino fuori da quella porta, io cammino da solo nel buio..."

Sei solo in tournee, solo sui giornali, durante le interviste. Sei solo nei tuoi ricordi, nelle ombre, nelle viscere della tua anima che suona e ascolta troppe note ...  e tutti intorno vogliono da te una fetta d'amore più grossa, ma tu non ne hai per tutti ... stai ancora lottando, cercando i pezzi e riesci ad esistere solo attraverso le canzoni. Hai amore solo per loro. Forse perchè loro non chiedono. Danno e basta.

 

Poi arriva B, tua moglie e ti chiede di smettere. Non per tuo figlio, per lei o per i soldi, ma per la cosa cosa che ami di più. La musica.

Se andrai in prigione ti leveranno la musica.

 

Ed ecco che smetti. Smetti per la musica, ma anche grazie all'amore di tua moglie. Smetti perché il tuo viaggio è compiuto e ora puoi regalare all'umanità altri quarant'anni di musica senza più bucarti.

Non male Ray, non male per drogato cieco di colore.

 

Chissà che ti ha detto Dio, nel 2004, quando sei arrivato lassù?

Secondo me nulla.

Ti ha solo passato lo sgabello e indicato il pianoforte.

(Il microfono li non serve, c'è un'acustica pazzesca.)

 

Intanto qui giù, noi uomini continuiamo a giudicarci l'un l'altro. Bizzaro, no?

(Tutto un trambusto, un eco continuo.)

Satira a spizzicchi e bocconi.

Fabio Volo.

 

Ma quando strozzi un puffo, la faccia di che colore diventa?

 

Giuseppe che dice a Maria, urlando:

"OK, OK, MI CALMO. OK. Dunque, hai visto una luce ..."

 

Le parole più belle non sono "ti amo", ma "è benigno".

 

 

Fiorello che fa Umberto Eco.

 

Baldini: ma che pensa di Dante, Omero ...

Eco: ah, buoni quelli li, ma si pensi che Omero ha dedicato un intero poema ad una puttana.

Baldini: veramente era Troia.

Eco: chiamala un po' come vuoi ...

 

Eco: sto lavorando alla rappresentazione teatrale di un mio immenso capolavoro. La storia di un pornodivo francese.

Baldini: e quale sarebbe questo capolavoro?

Eco: Il pendolo di Foucault.

 

 

17 Novembre 2006 - Danny D Band!

Eccoli, sono tornati, con il nuovo batterista e il grande front man Danny D, pronti a regalarvi la miglior miscela di Rock & Blues possibile.

Li potete godere Venerdì 17 Novembre 2006 al St Thomas' Gate Pub di Treviso.

Io purtroppo non ci sarò, ho già un altro impegno ... ma se voi siete liberi e amate il Rock e il Blues, allora fidatevi di Jack e non perdetevi questo trascinante concerto.

Canzoni indispendabili all'anima.

Alla mia anima. Canzoni non troppo sfruttate, che se lo fossero non sarebbero abbastanza intime.  Canzoni che sanno emozionare con i vuoti, con i silenzi, brani che respirano, che scuotono, spesso registrati in presa diretta e quasi per nulla manipolati digitalmente o in fase di post produzione.

E si sente ... si sente pulsare sotto la loro perfetta imperfezione ... quell'impasto ruvido e vibrante che vive e ondeggia e grida e rifiata ... direi quasi che odorano da come riescono a farsi riconoscere fra tante.

Sicuramente loro mi conoscono, perchè mi salutano e mi sorridono ad ogni attacco.

Ed io penso di amarle. Tutte.

 

Elenco che come l'anima, verrà periodicamente rimaneggiato... certo non levo pezzi, ne aggiungo.

 

_______________________________________

 

Beatles - While My Guitar Gently Weeps

Blood, Sweat & Tears - I Love You More Than You'll Ever Know

Bob Dylan - Most of the Time

Bruce Springsteen - Kitty's Back

Creedence Clearwater Revival - I Put A Spell On You

Crosby, Stills & Nash - Almost Cut My Hair

Deep Purple - When A Blind Man Cries

Free - Be my friend (live)

Jethro Tull - We Used To Know

Jimi Hendrix - Castles made of sand

John Lee Hooker - Annie Mae

King Crimson - Epitaph

Led Zeppelin - Babe i'm gonna leave you

Luther Ingram - If Loving You Is Wrong

Marshall Tucker Band - Can't You see

Pink Floyd - Echoes

Rainbow - Maybe Next Time

Santana - Revelation

Tom Waits - Closing Time

Uriah Heep - Weep in Silence

Van Morrison - I'll be your lover, too

Velvet Underground - Oh! Sweet Nuthin'

 

Più recenti:

 

INXS - Never Tear Us Apart

Lenny Kravitz - My precious love

Radiohead - Creep

Robbie Williams - Me and My Monkey

Stereophonics - Maybe Tomorrow

 

 

"Io no" di Lorenzo Licalzi.

Qualcuno mi ascolta e mi trova simile a Francesco, protagonista di "Io no" di Lorenzo Licalzi. Così in un paio di sere leggo questo romanzo breve, molto scorrevole e dinamico. Emozioni nude, crude, vivide. Sul Web ho trovato la lettera che Francesco scrive a sua figlia, epilogo del libro.

 

E pensare, Principessa,

che ci sono notti, ancora oggi, che mi sveglio di soprassalto, dopo soltanto un'ora di sonno, e mi sveglio perché sogno mamma, e che ci sono giorni in cui il suo ricordo non mi abbandona mai. Ma oggi è diverso, molto diverso da prima, così diverso che ho deciso di tornare a casa, perché sono stato lontano anche troppo tempo e perché ho una gran voglia di rivedere te. Così tra poco ti riabbraccerò, e non sarà facile. Non sarà facile per te e non sarà facile nemmeno per me, perché non basterà un abbraccio a sollevarmi dal peso dei sensi di colpa che provo per averti lasciato sola.

Non cerco giustificazioni ma ti devo delle spiegazioni che forse un giorno capirai, soprattutto se sarò stato capace di dartele senza tanto parlare. Ed è per questo che ti scrivo una lettera, per fissare sulla carta parole che vorrei non aver bisogno di dire.

Vedi, Laura, io sono sempre stato uno che ha inseguito l'ombra delle sue domande nei pensieri più ardui, nella complessità delle grandi architetture filosofiche, nell'irrequietezza che mi tormentava come un basso continuo, perfino in certe assurde, ciniche razionalizzazioni con le quali dominavo le mie debolezze, ma mai dentro di me, dentro di me per davvero.

Mi difendevo dalle avversità della vita (e da me stesso) col distacco e la rassegnazione, credendo che bastassero per superarle. Mi sbagliavo, perché il distacco e la rassegnazione possono essere tutt'al più il fine della consapevolezza, non il mezzo per evitarla; così quando la vita mi ha messo davvero alla prova, tutte le certezze che avevo si sono frantumate contro il muro del dolore. Perdendo tua madre io ho perso me stesso, ma soltanto quel mezzo me stesso che ero, l'altro, quello che si nascondeva, l'ho trovato cercando di dimenticarla.

Io la vita non te la so spiegare, e non so nemmeno dirti se quel Senso che ho sempre cercato ci sia per davvero, o se finiremo tutti nel grande abbraccio del Nulla, di quello stesso Nulla dal quale proveniamo. Perché è dal Nulla che proveniamo, Laura, e se nessuno può sapere cosa ci sarà dopo, tutti sappiamo cosa c'era prima: nulla, appunto, o forse non ci è concesso il ricordo di nulla. Ma c'è una cosa che posso dirti, io, invece: la vita è un'attesa, una lunga attesa durante la quale si inganna il tempo fuggendo. Fuggendo dalla noia, dalla solitudine, dalla paura di morire. Ma soprattutto da noi stessi, senza sapere che il modo migliore di fuggire è restare fermi, cercando di capire da chi si fugge.

Solo così si toglie la maschera al personaggio che recita la nostra vita, solo così si spezzano le catene delle aspettative che gli altri hanno su di noi, solo così non si diventa, da vecchi, la caricatura di ciò che si era da giovani. Solo così, Laura, succede, può succedere, che ci si liberi perfino dal dolore.

Ed è per questo che oggi sono sereno, perché per la prima volta sento di essere in pace con i miei ricordi, tanto da poterli dimenticare.

Quello che mi resta sono frammenti, vividi, a volte, e a volte confusi.

Confusi come le voci che ho sentito, i visi che ho guardato, le mani che mi hanno toccato. E come i suoni, gli odori, i sapori che mi hanno inebriato.

Vividi, invece, come il sorriso di tua madre, il suo modo di muovere le mani, la sua grazia. Come tutte le emozioni che mi ha dato, e quelle che mi hai dato tu. Ecco, se dovessi scegliermi il Paradiso, vorrei che fosse fatto da tutte le emozioni che ho provato.

Allora, io, adesso, qui, in questo assurdo aeroporto africano, aspettando che fratello Wright riesca a far partire il suo aereo, che sembra quello del Barone Rosso, ho una gran fretta di tornare a casa per condividere di nuovo la mia attesa con te.

 

Frammenti, ti dico. Lampi di mezze

memorie che invece di penetrarmi

si spezzano.

Laura, non basta averli, i ricordi.

Bisogna avere la forza di perderli

per non tradirli.

 

Alla mia Principessa, con amore, il suo papà.

 

Da "Io no" di Lorenzo Licalzi.

 

Fight Club!

 

Sai cos'è un piumino?

 

Una trapunta.

 

Una coperta. Solo una coperta. Perchè due come te e me sanno cos'è un piumino... è essenziale alla nostra sopravvivenza, nel senso cacciatore e raccoglitore? NO. Allora cosa siamo?

 

Siamo cons... Siamo consumatori?

 

Esatto! Siamo consumatori. Siamo i sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona. Omicidi, crimini, povertà, queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa, sono le celebrità sulle riviste, la televisione con 500 canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per i capelli, il Viagra...

 

L'arredatrice ...

 

... poche calorie ...

 

... Marta Stewart.

 

Fanculo Marta Stewart! Marta sta lucidando le maniglie sul Titanic, va tutto a fondo bello! Perciò vaffanculo tu e il tuo divanetto a strisce verdi Omar Shab della String. Io dico: non essere mai completo... io dico: smettila di essere perfetto... io dico dai: evolviamoci! Le cose vadano come devono andare... Per me, eh! Forse potrei sbagliarmi, forse è una terribile tragedia...

 

No, no, sono solo oggetti, non è una tragedia ...

 

Beh, hai perso un sacco di soluzioni versatili per il vivere moderno, amico ...

 

Cazzo hai ragione... no, non fumo ... si, è poi la mia assicurazione coprirà tutto, perciò ... ... ... che c'è?

 

Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.

Fa come vuoi bello!

Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo! (Tyler Durden)

È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa. (Tyler Durden)

Velvet Underground - Oh, Sweet Nuthin'

Oh! Sweet Nuthin'

Oh! Dolce Niente

Say a word for Jimmy Brown
he ain't got nothin' at all
Not the shirt right off his back
he ain't got nothin' at all

 

And say a word for Ginger Brown
walks with his head down to the ground
Took the shoes right off his feet
they threw the poor boy

right out in the street
and this is what he said

 

Oh, sweet nothin'
she ain't got nothin' at all
Oh, sweet nothin'
she ain't got nothin' at all

 

Say a word for Pearly Mae
she can't tell the night from the day
They threw her out in the street
just like a cat she landed on her feet

 

And say a word for Joana Love
she ain't got nothin' at all
With every day she falls in love
and every night she falls
and when she does, she says

 

Oh, sweet nothin'
you know she ain't got nothin' at all
oh, sweet nothin'
she ain't got nothin' at all

 

Oh, say a word, say a word for Jimmy Brown
he ain't got nothin' at all, not a thing
Not the shirt, shirt on his back
no he ain't got nothin' at all

 

And say a word for Ginger
he walks with his head to the ground
They took shoes, took the shoes

from his feet, from his feet
and threw the poor boy

right out in the street
and then, he said

 

Oh, sweet, sweet nothin'
she ain't got nothin' at all

 

Dite una parola per Jimmy Brown
Non ha niente di niente

non una maglietta addosso

non ha niente di niente

 

Dite una parola per Ginger Brown
Cammina a testa bassa
Gli hanno preso le scarpe dai piedi
E hanno buttato il povero ragazzo

in mezzo alla strada
E questo è ciò che ha detto:

 

Ah dolce nulla
non ha niente di niente

ah dolce nulla
non ha niente di niente

 

Dite una parola per Pearly Mae
Non riesce a distinguere la notte dal giorno
LÂ’hanno buttata in mezzo alla strada
Ed è atterata in piedi come un gatto

 

Dite una parola per Joanie Love
Lei non ha niente di niente
Ogni giorno sÂ’innamora
E ogni notte crolla

e quando lo fa, dice

 

Ah dolce nulla
sai che non ha niente di niente

ah dolce nulla
non ha niente di niente

 

Dite una parola, dite una parola per Jimmy Brown

non ha assolutamente nulla, non una sola cosa

non ha maglietta, non una maglietta addosso

no, non ha assolutamente niente

 

E spendete una parola per Ginger

cammina a testa bassa

gli hanno preso le scarpe, preso le scarpe

dai suoi piedi, dai suoi piedi

e hanno gettato il povero ragazzo

in mezzo alla strada

e allora ha detto

 

Oh dolce nulla

lei non aveva proprio nulla

 

Quello di prima era ...

... il 47esimo post. Un post morto che parla. Meglio farne un 48.

Meglio una rivoluzione di un folle, che il ghigno cinico e puzzolente di un cadavere che parla.

 

Musica che va, musica che viene, musica che scorre.

Oh! sweet Nuthin', ancora questa canzone dei Velvet. Ora cerco testo e traduzione.

Trovata. Ho trovato anche questa frase:

 

L'utopia è come l'orizzonte: irraggiungibile, ma serve per continuare a camminare.

 

Ora vado, non ho niente di assolutamente vero da dire,

e tutto ciò che è abbastanza vero, non lo è abbastanza,

e non ho più tempo che mi avanza,

e non ho più voglia di questa stanza.

Autunno!

Autunno fuori e dentro.

Autunno a metà, che ricorda e fa ricordare.