Per chi lo possiede, le vacanze natalizie sono una buona occasione per rispolverarlo. Per chi non l’hai mai ascoltato, dovete ascoltarlo, sapendo che il genere è un rock non troppo ruvido, ma secco e pulito, puramente anni 70’, adattato alla recitazione e quindi al musical. Insomma se già sapete che non fa per voi, lasciate perdere. Ma se potrebbe piacervi, allora vivetelo.
Che interpretazione!! Musica essenziale, vibrante, ispirante, senza artefatti e sorretta da voci divine. Estremamente vario e con alcuni cambi davvero suggestivi.
L’hanno pure masterizzato questo doppio cd, ma non serviva. Anzi, io lo preferisco originale, con i volumi tutti per i cazzi loro. Voglio dire, quei ragazzi si son messi li a sputare l’anima in quei microfoni e se prendono un alto troppo alto o un medio troppo medio, fa niente. Ci sono generazioni di appassionati ascoltatori che sanno che in quella canzone in quel secondo quel cantante sembra quasi stonare un acuto, però non da fastidio, anzi si capisce che è al culmine della sua interpretazione e che la sua cordicina vocale sinistra non può far di più. A me in quel secondo di quella canzone scende un brivido lungo la schiena, come se vivessi anch’io lo stesso struggente sforzo interpretativo. Non mi serve che sistemi le cose con il computer e mi rendi tutto più equilibrato e bilanciato. Io amo il rock perché mi sbilancia, perché è squilibrato e imperfetto, come tutti noi. Sono dei fottuti talenti e cantano così, con passione e piccole impurità. Non trituriamo le loro anime vocali dentro impastatori elettronici di bit.