3 dicembre 2001
Posso farti più male di così? Potrei darti più amore di così? Sono critico, scontroso, esigente. Sono innamorato del tuo stare male per me. Tutto mi annoia tranne il tuo bene ostinato. Allora, ti piace questa verità? È solo una delle tante con le quali ti violento l’anima, il corpo, i pensieri. Ti tormento per sentire cos’hai dentro. Cristo, fatti sentire. Ribellati a me. Grida. Fammi paura.
Dolce, dolce è il tuo pianto. Ti bastano poche lacrime ed eccomi addomesticato. Ti ascolto piangere, ascolto il tuo dolore. Ora sento la mia colpa, capisco la mia rabbia. Tutto questo non può essere noia. Tu tremi. Sono solo un’insensibile bastardo. Tenero, dolce e bastardo. Non sopporto quanto riesco ad esistere con te. Tra qualche giorno succederà ancora, lo so. Dovrò sconvolgere tutto per il piacere di rincominciare, per cercare nuvole più alte.
Ti prego, non startene sempre li, indifesa. Non vedi che anche i miei morsi più feroci ti bramano? Ti sto cercando, in profondità, nel fango. Voglio i tuoi morsi atroci, voglio la tua rabbia. Voglio che mi tiri dietro il tuo fango. Voglio le mie lacrime con le tue. Voglio te in tutte le tue infinite forme, fino a quando non torna fuori quel tuo sorriso, infinito. Voglio che tu rida di noi dopo aver pianto. Solo allora il tuo viso mi racconterà l’uomo che sono e tu capirai quanto è amabile la mia perfidia.