Castles made of sand ...... fall in the sea, eventually |
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Mio progetto
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lunedì, 16 novembre 09 23:36
Annodati come vermi siamesiAnnodati come vermi siamesi Io e Carol avvolti da una nebbia densa e appiccicosa con l'oscurità immensa sopra le nostre teste che ci spia Mi ha morsicato il labbro inferiore e ora l’aroma dolciastro del sangue mi scivola in gola La sua ugula gracchiante vibra sotto il palmo avvolgente della mia mano Mi hai tagliato il labro le dico lei ridacchia divertita mentre le mie unghie le trafiggono il collo che stringo come mi ha chiesto Mi fissa con quegli occhi immensi che sembrano li pronti per rotolare giù dal sedile posteriore della mia vecchia cabriolet Poi Carol grida un urlo viscerale ed isterico la guardo sorpreso e lei ride ancora come una pazza invasata che cerca di imbarazzarmi e ci riesce infatti ma le sorrido e con la mano destra le spremo quei suoi capezzoli grossi e duri come olive fino a farle chiudere gli occhi così continua quel ghigno strozzato e finto che sovrasta I put a spell on you dei CCR ma poi un rumore lontano Mi guardo intorno come per sorprendere qualcuno che ci spia ma in questo tratto di ferrovia ci sono solo alti pioppi ed arbusti e allora è l’alcol che si è preso le nostre percezioni e ora tutto prende forma e muta da se Eppure il frastuono cresce e si fa riconoscere e allora lo guardo passare questo treno merci con nove dieci undici dodici tredici quattordici vagoni Riabbasso lo sguardo e Carol ha il capo voltato di lato e il naso immerso nei suoi capelli ricci sfibrati e tinti di un biondo pallido e il suo volto ancor più pallido e lo sguardo fisso e assente Mollo la presa e la scuoto con violenza chiamandola ma non risponde Mi avvicino Ascolto il suo respiro Respira La schiaffeggio senza troppa convizione e continuo a scuoterla gridando il suo nome Perché deve inzupparsi il fegato di birre se non le regge Balzo in piedi e mi guardo intorno in cerca del mio cellulare quando un vento gelido sbatte sul mio corpo nudo e sudato Perché devo tirar giù la capotta appena colgo nell’aria la minima traccia di primavera La nebbia stanca si è adagiata sui campi bassa talmente bassa da sembrare un foulard di seta bianca piegato pù volte su se stesso Un brivido mi percorre mentre vago con lo sguardo sopra questa sconfinata distesa di polvere bianca che s’insinua tra i fili d’erba e nei fossi nascondendo le coltivazioni di soia e ogni altra cosa più bassa di un metro E d’un tratto vedo tra la caligine qualcosa di rosso che si muove a quattro zampe lungo la mia auto Non credo esistano cani rossi Provo ad avvicinarmi senza scendere dall’auto e quella cosa si allontana verso degli alberi e si ferma Accendo i fari dell’auto, la luce si diffonde e allora capisco Un uomo pallido e grassottello con una maglietta rossa se ne sta a carponi fermo e immobile tra la nebbia e gli arbusti come se non potessi vederlo Guardone maledetto Che fai li? provo a chiedergli Che cazzo ci fai li? grido con più enfasi sporgendomi verso di lui Nessuna reazione quasi fosse di pietra Poi d’un tratto s’alza di scatto lanciandomi una manciata di terra e scappa di corsa verso la ferrovia Ed è qui che la mia rabbia culmina Ed è qui che scendo dall’auto nudo e scalzo Corro Corro come un pazzo dietro a quel pazzo e grido bastardo bastardo schifoso corri lurido verme Lui ha le scarpe ed è veloce mentre io con la nebbia non vedo dove metto i piedi che mi fanno male e mi manca il fiato e sono nudo in mezzo ad un campo e c’è Carol svenuta nella mia auto Che sto facendo? Mi fermo, mi calmo e torno indietro sperando che con il trambusto si sia risvegliata Carol è ancora nella posizione in cui l’ho lasciata con il capo rivolto verso il sedile Le giro delicatamente la testa e un rigolo di vomito le cola lungo la guancia Ha gli occhi aperti e spenti inserisci un commento
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