Castles made of sand ...

... fall in the sea, eventually

Ray!

No, non sarà proprio un commento. Questa sera ho visto Ray. 140 minuti sulla vita del grande Charles. Hit the road Jack! Come non potrei sentirlo vicino, il grande Ray.

 

Alcune cose del film (solo se lo avete già visto, altrimenti ve lo rovinate).

 

A 7 anni vede suo fratello più piccolo annegare in una tinozza d'acqua. Gli occhi non hanno più voglia di vedere e iniziano a lacrimare tutti i giorni.

Pian piano diventa cieco e quando il mondo non ha più colori, si inizia a sentirlo... i respiri della madre, le foglie, gli uccelli ... e la musica, il ritmo e tutto ciò che vive.

Ma più di ogni altra cosa sente il dolore di perdere l'autonomia, i colori, un fratello con cui giocare, la vicinanza con la madre. C'è da andare a pezzi, verrebbe voglia di prendere Dio a sberle e chiedergli di porgere l'altra guancia.

Invece no, un frammento d'anima resta aggrappato alla vita e la trascina avanti, attraverso la musica, fino all'eroina, all'amore per una donna, al successo, al matrimonio, alle amanti, al primo figlio.

Gioie e dolori, bene e male e poi ancora dischi, soldi, amicizie, liti e ancora eroina, ancora lei, sempre lei.

 

Eppure Ray il suo conto l'ha pagato tanti anni prima e non vuole essere giudicato.

Che si prova a perdere un fratello, una madre e la vista quando ancora non hai dieci anni?

Fino al 2004 lo si poteva chiedere a Ray, ma non sono qui per drammatizzare. Ciò che è stato e stato, giusto?

 

E ciò che ha fatto, ha fatto. Lasciamogli l'eroina che lo tiene in vita, lo fa essere artista e gli permette di lottare in quell'oceano di dolore. Si, si, è sbagliato, non va bene, ma che ci volete fare, è la sua strada. C'è chi certi colpi non li regge e perde la testa, va in overdose, va in depressione cronica. Alcuni arrivano a togliersi la vita. Lui, invece, non salta una registrazione, non tarda ad un concerto, però si buca.

E poi la prigione, l'odio della gente, la moglie che non trova più il modo per amarlo, per stargli vicino, che vorrebbe vederlo più di 9 giorni all'anno, vorrebbe lasciarlo ... ma dove lo trova un altro Ray? Dove la trova un'altra anima del genere, una forza simile? E Ray dove la trova un'altra B?

 

Che sia Blues, che sia Country, funzionavi. Avevi il dono, il sangue nero, il groove. Con l'Atlantic, che poi produrrà anche i Led Zeppelin, eri più ruvido, più black, più grintoso .. ma il sound non l'hai mai perso e la vena creativa pulsava bene con l'eroina, ma ha continuato a funzionare anche senza latte più.

 

Così un giorno ti trovi sul treno dei benedetti, in prima pagina, indiscusso numero uno delle classifiche. Gran persona quel Ray. In Georgia non suoni per difendere i diritti dei neri. Proprio una gran persona quello storpio d'un nero.

Tua madre lo diceva: "Sei cieco, non sei stupido."

 

Ma forse si sbagliava. Che succede Ray? Oggi sei sul treno dei dannati. Tu, maledetto eroinomane vizioso in prima pagina, incapace di rielaborare il dolore, incapace di dare il buon esempio, incapace di scegliere l'amore, la vita, perché ormai troppo contaminato, troppo inquinato, troppo tu, troppo diverso.

 

Chiedi solo di non essere giudicato e di non sentirti solo in casa tua. 

"Baby, quando io cammino fuori da quella porta, io cammino da solo nel buio..."

Sei solo in tournee, solo sui giornali, durante le interviste. Sei solo nei tuoi ricordi, nelle ombre, nelle viscere della tua anima che suona e ascolta troppe note ...  e tutti intorno vogliono da te una fetta d'amore più grossa, ma tu non ne hai per tutti ... stai ancora lottando, cercando i pezzi e riesci ad esistere solo attraverso le canzoni. Hai amore solo per loro. Forse perchè loro non chiedono. Danno e basta.

 

Poi arriva B, tua moglie e ti chiede di smettere. Non per tuo figlio, per lei o per i soldi, ma per la cosa cosa che ami di più. La musica.

Se andrai in prigione ti leveranno la musica.

 

Ed ecco che smetti. Smetti per la musica, ma anche grazie all'amore di tua moglie. Smetti perché il tuo viaggio è compiuto e ora puoi regalare all'umanità altri quarant'anni di musica senza più bucarti.

Non male Ray, non male per drogato cieco di colore.

 

Chissà che ti ha detto Dio, nel 2004, quando sei arrivato lassù?

Secondo me nulla.

Ti ha solo passato lo sgabello e indicato il pianoforte.

(Il microfono li non serve, c'è un'acustica pazzesca.)

 

Intanto qui giù, noi uomini continuiamo a giudicarci l'un l'altro. Bizzaro, no?

(Tutto un trambusto, un eco continuo.)

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L'hai scritto troppo bene... Hai trasmesso te stesso oltre alla musica ed all'anima di un "grande" come Ray Charles... E belle le tue considerazioni... Ciao e Buona giornata... KIA
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