Castles made of sand ...... fall in the sea, eventually |
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martedì, 21 ottobre 08 13:12
Vicky Cristina Barcellona.
Amo le voci fuori campo di Blade Runner o quelle voci che raccontano epoche, fatti storici, voci che servono da collante per lunghi salti temporali. Non mi piacciono quelle voci che raccontano quello che già si vede. In questo film vedi una donna rilassarsi a cena e la voce dice “era già più rilassata”…. Ma va? Poi Barcellona, soggetto splendido, è meno affascinante che su una cartolina. Sarebbe come prendere Marilyn Monroe e farle una foto mentre fa un finto sorriso impostato, magari costringedola in una posa statica. La Monroe che deve alzare una gamba, stendersi, mettere le mani sui fianchi, ammiccare, sedurre, diventa una foto tessera. E poi non si poteva andare su Los Inhumanos, Nacha Pop, Mojinos Escozios o qualcosa di più emotivo dal punto vista musicale, qualcosa di terribilmente nostalgico o spensierato. Ok Woody, hai fatto in fretta, dovevi fare un film su Barcellona e l'hai fatto e non avevi già un trip psicosessualfilosofico da proporre. Eppure quando situazioni semplici finiscono nelle mani di un intellettuale psicoanalitico e sensibile, qualcosa di poetico ne viene fuori. Quindi poco importa se la sceneggiatura è scarna, sorretta per l’appunto dalla voce fuori campo e da qualche intellettualismo qua e là, dopotutto gli attori sono per la maggior parte del tempo spontanei e a loro modo credibili, e divertono. Questo film è una specie di carezza romantica, in grado di alleggerirti, è un buon bicchiere di vino de rioja alta e le donne, sono splendide. Si capisce che il povero Javier rimane invischiato con tutte e fa niente se la Scarlett è al solito modo una ragazzina un po’ stereotipata che sa solo cosa non vuole. Anche il marito della mora è fin troppo stereotipato, forse il personaggio meno credibile, in quanto dannatamente scemo. Poi c'è la Cruz che fa vedere quanto è più brava di tutti gli altri del cast e c'è qualche riflessione qua e la niente male, com il gusto per il bello, o almeno il gusto di ricercarlo e l'eterna questione dell’amore, sempre li, al centro della scena. Il padre di Javier detesta l’umanità perché “nonostante secoli di civiltà non ha ancora imparato ad amare” mentre la moglie di Javier sostiene che solo l’amore inappagato è veramente romantico. E non importa capire come fa il padre poeta mai pubblicato a vivere e come fa Javier a pensare solo a quadri, donne, vino, aerei, gite in campagna ... l'importante è cosa pasa, no? E quel che pasa es calcosa de mui piasevole, caliente, culmo de pura passion. No, no es malo Espaniol, no es error de battitur, soio solo Veneto. W lo spritz. ;-)
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