venerdì, 08 gennaio 10 11:28
“Se non fai niente la paura aumenta. La speranza la devi costruire, la speranza è una capacità. Se riesci ad immaginare di poter fare qualcosa, sei libero di costruirtela. Se non lo fai, se ti rassegni al realismo, sei miseria.” Marco Paolini
giovedì, 03 dicembre 09 19:30
Lo scopo non è che la vita guarisca, o diventi normale, e nemmeno che cessino le sue sofferenze, ma che sia più onesta con se stessa, sia più fedele al suo demone. James Hillman
giovedì, 03 dicembre 09 19:27
C’è chi desidera l’antico amore e chi uno nuovo, chi cerca tesori e chi due soldi, e tutti distolgono il loro cuore da ciò che realmente posseggono. Hanno il mare dentro di sé e implorano una goccia da altri. Farid al-Din 'Attar
mercoledì, 05 agosto 09 00:03
"Quello che il bruco chiama la fine del mondo, il maestro la chiama la nascita di una farfalla" Lao Tze
mercoledì, 29 luglio 09 12:58
Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta: sei grande e giochi con il tempo e con la vita - come tutti facciamo - per il gusto di vivere. Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta; non sei mai nata, e mai morirai. Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma, bensì loro compagna d'avventure, in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle... Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel per sempre. Di tanto in tanto noi c'incontreremo - quando ci piacerà - nel bel mezzo dell'unica festa che non può mai finire. R. Bach Morire è naturale... Che noi in proposito si faccia un tale can-can dipende dal nostro sentirci estranei alla natura. Siamo convinti che per il solo fatto di essere uomini le siamo superiori... Non lo siamo invece. Tutto quel che nasce muore... Finché riusciremo ad amarci a vicenda e a ricordarci il sentimento d'amore che abbiamo provato, potremo morire senza uscire realmente dal mondo. L'amore che si è creato resta qui. I ricordi sono ancora qui. E tu continui a vivere - nei cuori di chi hai nutrito, educato o commosso su questo pianeta. Con la morte finisce la vita, non il rapporto. I miei martedì col professore Mitch Albom
venerdì, 10 luglio 09 11:42
La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere se stessi. Uno può finire poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Il problema è realizzare il suo proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto fino in fondo dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi, è una mezza misura, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale di massa, è adattamento e angoscia di fronte a se stesso.
 Terribile e sacra sorse davanti a me la nuova immagine mille volte intuita, forse già espressa, eppure soltanto ora vissuta. Io ero un parto della natura lanciato verso l'ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla. Lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito. Nient'altro. Avevo già assaporato molta solitudine. Ora ebbi l'impressione che ne esistesse una più profonda e forse inconfutabile.
giovedì, 12 febbraio 09 16:47
Il teista è un uomo fermamente persuaso dell'esistenza di un Essere supremo tanto buono quanto potente, il quale ha formato tutti gli esseri estesi, vegetanti, senzienti e pensanti; perpetua la loro specie, punisce senza crudeltà i delitti e ricompensa con bontà le azioni virtuose. Il teista non sa come Dio punisca, come premi, come perdoni; perché non è tanto temerario da lusingarsi di conoscere come Dio agisca: sa che Dio agisce, e che è giusto. Le difficoltà contro la provvidenza non lo scuotono nella sua fede, perché si tratta soltanto di grandi difficoltà, e non di prove; egli è sottomesso a questa provvidenza, benché non ne scorga se non alcuni effetti e alcune apparenze; e, giudicando delle cose che non vede mediante quelle che vede, pensa che questa provvidenza si estenda a tutti i luoghi e a tutti i secoli. Concorde in questo principio con il resto dell'universo, il teista non abbraccia alcuna setta, sapendo che tutte si contraddicono. La sua religione è la più antica e la più diffusa di tutte, perché la semplice adorazione di un Dio precedette tutti i sistemi del mondo. Egli parla una lingua che tutti i popoli intendono, mentre essi non si intendono affatto tra loro. Ha fratelli da Pechino alla Caienna, e considera fratelli suoi tutti gli uomini saggi. Egli crede che la religione non consista né nelle opinioni d'una metafisica inintelligibile, né in vani apparati, ma nell'adorazione e nella giustizia. Voltaire
domenica, 02 novembre 08 14:58
In un universo sconfinato con più di 100 miliardi di galassie, c’è la Galassia Via Lattea con un diametro di circa 100.000 anni luce. Al suo interno c’è un piccolo agglomerato di pianeti, chiamato sistema solare. Uno di questi pianeti, tra i più piccoli, è il pianeta terra, popolato da esseri viventi, tra i quali l’uomo. Questo pianeta sembra avere più di 4 miliardi di anni. Circa 200.000 anni fa è comparso su questo pianeta l’Uomo Sapiens, poi diventato Sapiens Sapiens. Oggi questi esseri sono quasi sette miliardi e vivono in media alcune decine d’anni. Un centinaio d’anni quando va molto, ma molto bene. Gli uomini sono divisi in circa 200 stati. Nonostante la sua temporaneità e fragilità incontestabile, gli esseri umani perseguono spesso il potere sugli altri e in base a questo misurano la loro affermazione.
domenica, 02 novembre 08 14:40
Per me esistono solo 2 forme di critica che hanno ragione di esistere. Quella che ricerca il senso di un'opera, la sua verità e quella che esalta gli aspetti positivi di un'opera (anche se impercettibili). Se la critica deve essere più mortificante dell'opera che giudica, allora ha meno ragione di esistere dell'opera stessa.
martedì, 20 maggio 08 11:55
Perché il veramente innamorato chiede la continuità, la vitalità dei rapporti? Perché la vita è dolore e l’amore goduto è un anestetico, e chi vorrebbe svegliarsi a metà operazione?
(Pavese)
Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l’idea che ci facciamo di qualcuno. È un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell’amore. Nell’amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell’amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un’idea nostra. [...] Perfino l’arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente “ti amo”, o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l’attività dell’anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell’illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella platea della mia coscienza. [...] Vivere è non pensare.
(Pessoa)
giovedì, 03 aprile 08 14:30
Quando penso ad un pazzo, il mio pazzo è Galileo Galilei, scomunicato e condannato per aver tolto la terra dal centro del sistema solare. Quando penso a un nero, ricordo “La calda notte dell'ispettore Tibbs”, pellicola dove Sidney Potier, determinato e incorruttibile ispettore dell’FBI, riesce a farsi rispettare e stimare da bianchi razzisti. Quando penso ad un invalido, penso a Christopher Reeve, l’attore di Superman, morto da tetraplegico, dopo 10 anni d’impegno contro la distrofia muscolare. Quando penso a un vecchio penso a “Il vecchio e il mare” di Hemingway. Santiago, un pescatore saggio, caparbio e sensibile, che ama ancora misurarsi con il mondo, lavorando di nervi e ricordi. Un uomo dallo spirito teso e compatto, come la fibra della sua pellaccia. Quando penso a un vecchio penso a quel signore che abita in fondo alla via. Da quando ho dodici anni lo vedo camminare solo per le strade del paese. Ha due figlie e una nipotina che tutti i giorni va a prendere all’asilo. È vedovo da quasi 20 anni. Ama ancora sua moglie. Ama ogni cosa. Sembra sereno. Dice che ogni cosa è viva, anche l’asfalto che calpestiamo. Anche sua moglie. Un giorno mi ha raccontato della guerra e di quando ha conosciuto Mussolini. Nei campi di concentramento ha imparato ad essere metodico. Si sbarbava tutte le mattine. Da quando ha perso sua moglie continua a farlo. Ha uno sguardo intenso che punta poco sotto l’orizzonte, che non si fa distrarre. Osserva, probabilmente molte più cose di quelle che gli stanno davanti. Sarà per questo che non sembra solo, non mi è mai sembrato solo. Sembra impastato di dolce malinconia, mentre passeggia per il paese e si emoziona ancora, immerso com’è nel profumo di fiori e ricordi. Ora che ho trent’anni e che mi sono trasferito non lo vedo più, ma son certo che come tutti gli autunni, dopo la pioggia, esce a respirarsi l’odore delle sue inzuppate foglie secche, mentre l’acqua nelle strade e qualche ricordo evapora in cielo.
giovedì, 27 dicembre 07 04:38
L’ambizione più grande di un uomo o di un popolo dovrebbe essere quella di far convivere in se stesso umiltà e grandezza.
giovedì, 27 dicembre 07 03:46
La vita è una festa. La salute è la sua torta. Tutto il resto sono ciliegine.
martedì, 11 dicembre 07 17:28
Il potersi porre delle domande con le quali non ha rapporto, nè dimensione, è un errore evolutivo dell’uomo. Se Darwin fosse vivo ce lo direbbe anche lui. Non è adattivo potersi chiedere dove finisce lo spazio, quando inzia il tempo, se Dio esiste e cosa c’è dopo la morte. Le domande esistenziali sono un specie di patologia incurabile della mente, figlia dei processi mentali superiori.
martedì, 30 ottobre 07 10:28
Ieri ho rivisto quel vecchio che abita in fondo alla via. Da quando ho 9 anni lo vedo camminare solo per le strade del paese. Ha una figlia e una nipotina che tutti i giorni va a prendere all’asilo. È vedovo da più di 20 anni. Ama ancora sua moglie. Ama ogni cosa. Sembra sereno.
Dice che ogni cosa è viva, anche l’asfalto che calpestiamo. Anche sua moglie. Un giorno mi ha raccontato che ha conosciuto Mussolini e viene da credergli per i dettagli dei suoi racconti. Nei campi di concentramento ha imparato ad essere metodico. Si sbarbava tutte le mattine. Da quando ha perso sua moglie continua a farlo.
Eppure non sembra solo. Sembra impastato di dolce malinconia, mentre passeggia per il paese e si emoziona ancora, immerso com’è nell’odore di foglie secche e ricordi. Ora che mi sono trasferito non lo vedo più, ma son certo che come tutti gli autunni, dopo la pioggia esce a respirarsi l’odore delle sue foglie secche zuppe d’acqua.
lunedì, 02 luglio 07 12:14
Mi contraddico? Ma certo che mi contraddico.
Sono grande, contengo moltitudini. (Walt Whitman).
martedì, 24 aprile 07 17:37
Innanzi alla crudeltà dei delitti più efferati, quando si torturano e si uccidono bambini o altre vittime inermi e innocenti, la prima reazione emotiva è quell'umanissima pulsione di rabbia e disgusto che grida l'antica parola della vendetta: morte. Questa reazione emotiva è preziosa perché sta alla base di un movente più originario di ogni costruzione razionale giuridica che cerca di circoscrivere positivamente ciò che è giusto e ciò che è ingiusto.
Potremmo chiamare sentimento d'ingiustizia l'indignazione quasi fisica di fronte alla brutalità e alla crudeltà della violenza più abietta, quella reazione viscerale alla vista del sopruso contro il debole che fonda la nostra umanità ben prima delle architetture razionali del diritto.
...
Del resto, la pena di morte non ha nulla a che fare con la giustizia. Men che meno con la giustizia di quegli esseri impastati di debolezze ed errori, come diceva Voltaire, quali noi siamo. Ecco allora che ogni volta che l'argomento della pena di morte torna a farci discutere, ciò che bisogna chiedersi non è se sia una pena giusta o ingiusta, proporzionata alla gravità del crimine, ma se il patto in base a cui gli uomini stanno insieme e formano uno Stato li autorizzi a uccidere legalmente i loro simili.
...
Una legge democratica razionale, che preveda l'attentato alla vita di un uomo, non è ingiusta. È semplicemente impraticabile e inammissibile: di fatto contraddittoria. L'argomento più efficace, in proposito, non si trova nelle pagine dei filosofi del diritto, come Cesare Beccaria, ma in quelle del famigerato marchese de Sade, il quale, con estrema lucidità, scriveva che «esistono infiniti casi in cui, senza oltraggiare la natura, gli uomini hanno ricevuto da questa madre comune l'assoluta libertà di attentare alla vita altrui, ma è impossibile che la legge possa avere lo stesso privilegio, perché la legge, fredda in se stessa, non può essere sensibile alle passioni che legittimano nell'uomo l'azione crudele dell'omicidio». Ciò che de Sade ci dice, in poche parole, è che lo Stato non deve avere passioni, perché solo la passione, nelle sue forme più aberranti come in quelle più consuete, giustifica l'omicidio e, quindi, anche quell'immediata reazione all'omicidio che chiamiamo vendetta. Infatti, gli Stati che fanno lavorare il boia sono in preda alla passione dell'assoluto, credono di incarnare, con la loro esistenza, il volere di Dio o la feroce purezza di un'ideologia. Lo Stato democratico, invece, non ha passioni, ma serve, con le sue istituzioni, a limitare e contenere i conflitti generati dalle passioni dei singoli esseri umani. Così, l'uomo riceve dalla natura e dalle circostanze impulsi secondo cui anche l'azione più nefanda e abominevole può essere spiegata, ma la legge razionale dello Stato, che nasce in opposizione alla violenza scatenata dalle passioni, non può mai essere autorizzata a permettersi eccessi analoghi.
Andrea Tagliapietra, Il Gazzettino 24/4/2007
giovedì, 12 aprile 07 23:43
La tecnica è l’applicazione della scienza.
L’uomo ha bisogno di inseguire la conoscenza senza confinarla nella tecnica.
I partiti sono l’applicazione del potere.
L’uomo ha bisogno di essere governato senza confinarsi nei partiti.
Le religioni sono l’applicazione della fede.
L’uomo ha bisogno di inseguire la fede senza confinarsi nelle religioni.
Il partner è l’applicazione dell’amore.
L’uomo ha bisogno di inseguire l’amore senza confinarlo nel partner.
martedì, 23 gennaio 07 00:32
Bel post, di Luca Rinaldoni sull'esistenza di Dio:
domenica, 03 dicembre 06 16:54
Girovagare in libertà ricordando!
"... Si deve cominciare a perdere la memoria, anche solo brandelli di ricordi per capire che in essa consiste la nostra vita.
Senza memoria la vita non è vita.
La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, persino il nostro agire..."
Oliver Sacks
Devi girovagare se vuoi arrivare alla città.
Micheal Ondaatje
Tanto più si è vicini alla condizione di libertà, quanto più si ha il coraggio di cogliere e valorizzare tutti gli aspetti della propria natura, storia personale, relazioni, visioni nella specifica realtà del linguaggio.
Mapi
Il viaggio più arduo è quello dell'introspezione; quello volto a scoprire la propria natura intima senza autoingannarsi. La meta potrà essere la libertà, ma il percorso è l'orlo di un abisso profondo in cui è facile precipitare.
Il commento di Luciano
Queste frasi le ho pescate da Mapi, autrice della terza. Il suo è un blog di poesia, foto e brandelli di ogni genere, dove nessun post potrebbe anche non esserci. Una mente onnivora che regala riflessione e passione a ciò che legge, vede, sente e produce.
martedì, 26 settembre 06 22:57
Arte?
Tutte le forme d'arte si calpestano e si completano e formano un individuo grande come il mondo, vecchio come il mondo che evolve sempre.
La cinematografia è arte.
Figuriamoci cosa sono gli interpreti e il mondo in cui si muovono.
L'archetipo dell'arte.
La fotografia è arte.
La foto di un volto di un bambino è arte. L'attimo, l'espressione, i colori. L'intensità e la direzione della luce in quel fotogramma di realtà è arte. Il sorriso innocente e l'occhio vispo di quel bambino è arte. Il vento che gli solleva i capelli è arte.

Ogni movimento nello spazio e nel tempo è realtà.
L'arte è qualcosa che comunica strappato dal suo tempo (il momento della creazione), in uno spazio definito (l'opera) in continuo movimento (ogni contemplazione e critica cambia nel tempo).
L'opera in se non cambia, ma muta continuamente in noi.
Ognuno di noi è l'artista di sè stesso quando coglie dentro di sè ciò che comunica. Diventa artista anche per gli altri quando lo strappa dalla realtà e lo trasforma in opera.
L'arte inespressa è più vasta e complessa di tutte le opere d'arte messe insieme.
La foto è di Enrico Pierotti. http://www.fotopierotti.com/
venerdì, 08 settembre 06 15:11
La saggezza del mio amico Matteo.
Il sapiente è colui che ama la vita.
La profondità di un'anima è data dalla profondità del suo dolore.
Ama adesso.
giovedì, 31 agosto 06 15:20
Volontà!
Settembre 2000
Non ascoltare i secondi passare, non lasciare che il desiderio si spenga dentro l'incapacità di divenire azione, la tua vita non vuole scorrere in silenzio.
Guarda la tua volontà e criticala se debole, sorreggila se traballante, falla crescere se è appena nata e difendila quando è solida.
Converti la tua volontà in una più grande. Non accontentarti di piccoli voli a mezz'aria, il lampo della tua esistenza non potrebbe spegnersi in un buio più tetro.
La tristezza del cuore nasce con l'ammissione di non aver provato a scacciarla.
|