Castles made of sand ...

... fall in the sea, eventually

29 Novembre 2006

Che posso farci? ... son sempre sul Garda e ancora a Malcesine.

Pausa pranzo. C'è un bel cielo limpido. L'aria è fresca e pulita. Poco fa è arrivato questo cigno a elemosinare qualche boccone del mio pranzo. Non è bianco, è un po' grigio marrone. Lo chiamerò il cigno Bruno.

Pane, speck e formaggio. Gradisce.

Pane e Nutella. Gradisce.

Mela. Non gradisce. Lo diceva Dio di lasciar stare le mele.

Io mangio, lui mangia. Silenzio.

Non chiede nulla e aspetta.

Io non gli chiedo nulla e aspetto.

Quando mi va gli lancio un pezzo di pane e lui mangia. Poi aspetta. Io aspetto.

Fosse così semplice anche tra gli uomini. Quando si ha qualcosa da dare, lo si dà e quando qualcosa arriva, lo si accoglie.

 

 

Mentre guardo il cigno Bruno che mangia, i pensieri si sfocano dentro il fondo del lago. Un fondo ricoperto di muschio, che ora il pennuto succhia e rosicchia.

Hai fame bello! Aspetta, ho un altro po' di pane.

La vita. Mangiare quando si ha fame, dormire quando si ha sonno e aspettare di tanto in tanto che qualcuno ci tiri un pezzo di pane o che qualcosa germogli.

Poi arrivano due amici di Bruno, molto più vanitosi. Sembrano appena usciti dal parrucchiere, sono cotonati e bianchi, bianchi davvero. Si mettono pure in posa, questi cafoni.

 

 

Verso sera mi fermo a fare alcune telefonate. Intanto il sole scende e un signore anziano con una barchetta si ferma a pescare proprio davanti a me. Il vecchio e il lago. Scendo e lo guardo. Lui mi guarda. Non dice nulla e aspetta. Io non dico nulla e lo metto a fuoco. Lui sembra mettersi in posa, sto cafone.

Poi si mette a trafficare con alcune corde, prende una canna da pesca e lentamente getta l'amo in acqua.

Resta li, un po' piegato sui suoi anni, sull'orizzonte e aspetta. Ha tirato il suo pezzo di pane, ed ora è in attesa che qualcosa abbocchi.

La poesia del mondo. Se ne sta li, aspetta e non chiede nulla. A volte è un po' troppa per i miei occhi, per le mie orecchie, per il mio cuore... altre volte, invece, mi sembra di poterla raccogliere. Tutta.

Fatta quest'ultima foto posso rientrare. Per la strada mando un messaggio a Ronny che doveva spedirmi alcune foto fatte con la nuova Canon.

E lui manda un saluto, uno di quelli che sembrano avere un legame con il cigno Bruno, con il vecchio pescatore, con la poesia del mondo.

"Un saluto ad un amico passato, che tesse una sottile tela di rapporti, vicini e lontani... quella stessa tela in futuro lo nutrirà di amicizie che da lui non potranno più fuggire."

L'anima del Ronny poeta non la conoscevo, ma il biker, tennista, fotografo, playboy Cadorino è sempre stato pieno di sorprese.

Ora spedisci quelle foto che voglio postare quel barattolo arrugginito.

leggi i commenti
Avessi prestato un po' di attenzione a come stavi in questo periodo, invece che consigliarti indelicatametne di sco...
Sei una bella persona Gian.
proprio carina... mi piace la poesia che contiene.  

Grazie Monica.

Hai il dono della sintesi? ;-)

Una maat-ta passando di qua, per caso scrisse...

 

....Richard Bach - Nessun luogo è lontano

Rae, cara!
Grazie per avermi invitato
per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia,
e io sono uno che
si mette in viaggio
solo quando ne vale davvero la pena.
Ebbene, ne val proprio la pena,
se si tratta di prender parte
alla tua festa.
Non vedo l'ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore
di un piccolo uccello, un colibrì
che conoscemmo insieme, io e te,
tanto tempo fa.
Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta.
E tuttavia - quando gli dissi che la piccola Rae
stava crescendo e che io stavo andando
alla festa per il suo compleanno con un regalo -
lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo
a volare in silenzio,
e alla fine lui mi disse:
<Ci capisco ben poco,
in quel che dici,
ma men che mai capisco
come mai tu ci vada, a questa festa>.
<Ma sicuro che ci vado, alla festa>
dissi io. Cos'è che ti riesce tanto
difficile da capire?>.
Lui non rispose niente, lì per lì,
ma quando arrivammo alla casa del gufo,
mi disse: <Può forse una distanza materiale
separarci davvero dagli amici?
Se tu desidere essere da Rae,
non ci sei forse già?>.
<La piccola Rae sta crescendo,
e io vado alla festa per il suo compleanno
con un regalo> dissi al gufo.
Mi parve strano dire vado, è vero
dopo quanto mi aveva detto il colibrì,
ma lo stesso mi espressi in quel modo,
perchè gufo mi capisse.
Lui pure restò zitto per un pezzo,
seguitando a volare.
Un silenzio tutt'altro che ostile.
Ma qundo mi ebbe condotto sano e salvo
a casa dell'aquila, così mi parlò:
<Ci cpisco ben poco in quel che dici,
ma men che mai capisco perchè la
chiami piccola, la tua amica>.
<Ma sicuro ch'è piccola,> dissi
<dal momento che non è
ancora grande.
Cos'è che ti riesce
tanto duro
da capire?>
Gufo allora mi guardò,
coi suoi occhi profondi color ambra,
mi sorrise e mi disse:
<pensaci su>.
<La piccola Rae sta crescendo, e io
vado alla fsta per il suo compleanno
con un regalo> dissi all'aquila.
Mi faceva un po' specie, veramente,
dire vado e dire piccola, dopo quanto
mi avevano detto Colibrì e Gufo,
ma lo stesso mi espressi a quel modo,
affinché Aquila potesse capirmi.
a gara con i vebti di montagna.
al di sopra delle vette,
Insieme volammo
Alla fine mi disse:<Ci capisco ben poco
in quel che dici, ma men che mai
capisco la parola compleanno>.
<Ma sicuro: compleanno> dissi io.
<S'intende festeggiare il giorno in cui
ebbe inizio la vita di Rae,
e prima del quale lei non c'era.
Cosa c'è di tanto difficile da capire, in questo?>.
Aquila allora incurvò le ali
e, dopo una picchiata rapidissima,
atterrò con dolcezza
su una roccia, nel deserto.
<Ci sarebbe stato un tempo
anteriore alla nascita di Rae?
Non pensi, piuttosto, che la vita
di rae sia cominciata prima ancora
che il tempo esistesse?>.
<La piccola Rae sta crescendo e io
vado alla festa per il suo compleanno
con un regalo.> Così dissi anche a Falco.
Mi suonava un po' strano tuttavia
dire vado, dire piccola e compleanno,
dopo quanto avevo udito
da Colibrì, da Gufo e Aquila,
tuttavia così mi espressi
perchè falco mi capisse.
Sorvolammo veloci il deserto,
e alla fine lui mi disse:
<Sai, capisco ben poco di ciò che mi dici,
ma meno di tutto mi spiego
quel tuo sta crescendo>.
<Ma sicuro che rae sta crescendo>
dissi io. <Adesso è più vicina all'età adulta,
e un anno più lontana dall'infanzia.
Cosa c'è di tanto arduo da capire,
quanto a questo?>.
Falco alfine atterrò su una spiaggia solitaria.
<Un anno più lontana dall'infanzia?
di lì a poco scomparve.
Si sollevò di nuovo in volo e,
Non mi sembra che questo sia crescere!>.
Il gabbiano, lo so, era molto saggio.
Volando insieme a lui, riflettei bene
prima di parlare e scelsi con cura le parole,
dimodochè capisse che qualcosa
pur avevo imparato.
<Gabbiano, > gli dissi alla fine
<perchè mi porti da Rae
quando sai che in realtà
io sono già con lei?>.
Di là dal mare,
di là dai monti,
finalmente il gabbiano
calò e si posò
sopra il tetto
di casa tua.
<Perchè l'importante> mi disse
<è che tu sappia la verità.
Finchè non la sai - finchè non
la capisci veramente - puoi soltanto
afferrarne qualche stralcio, o brandello,
e non senza un aiuto dall'esterno:
da macchine,
uomini, uccelli.
Ma ricordati,> disse
<che l'essere ignota non
impedisce alla verità
d'essere vera.>
Ciò detto, disparve.
E' venuto il momento
di aprire il regalo.
I regali di latta e lustrini
si sciupano subito, e via.
Io invece ho un
regalo migliore, per te.
E' un anello, da metterti al dito.
E brilla di una luce tutta sua.
Nessuno può portartelo via;
non può essere distrutto.
Tu sei l'unica al mondo che riesca
a vedere l'anello che io oggi ti dono,
come io ero l'unico in grado
di vederlo quand'era mio.
Questo anello ti dà un muovo potere.
Messo al dito, potrai levarti in volo
con tutti gli uccelli dell'aria -
vedere attraverso i loro occhi dorati -
palpare il vento che sfiora le loro vellutate
piume - e potrai quindi conoscere
la gioia di sollevarti lassù, in alto,
al di sopra del mondo e di tutte le sue pene.
Potrai restarci quanto ti parrà,
su nel cielo,
al di là della notte, e oltre l'alba.
E quando avrai voglia
di tornar giù di nuovo, vedrai,
tutte le tue domande avranno risposta
e tutte le tue ansie
si saranno dileguate.
Al pari d'ogni cosa
che non può toccarsi con mano
o vedersi con gli occhi,
il tuo dono si fa più potente
via via che lo usi.
Dapprincipio l'impiegherai solo
quando sei fuori casa, all'aperto
guardando l'uccello insieme al quale voli.
Ma poi, più in là, se l'adoperi ben bene,
funzionerà anche con quegli uccelli
che non vedi, finchè t'accorgerai
che non t'occorre
né l'anello né l'uccello
per volare
al di sopra delle nubi,
nel sereno.
E quando arriverà per te quel giorno,
tu dovrai a tua volta donare il tuo dono
a qualcuno che ne farà buon uso;
costui potrà apprendere, allora,
che le unche cose che contano
son quelle fatte di verità e di gioia,
e non di latta e di lustrini.
Rae, questo è l'ultimo anniversario
che festeggio con te in modo speciale.
Dai nostri amici uccelli
ho imparato quanto segue.
Non posso venire da te,
perchè già ti sono accanto.
Tu non sei piccola, perché
già sei cresciuta: sei grande e
giochi con il tempo e la vita
- come tutti facciamo -
per il gusto di vivere.
Tu non hai compleaano,
perché sei sempre vissuta;
non sei mai nata, e mai morirai.
Non sei figlia di coloro che
tu chiami papà e mamma, bensì
loro compagna d'avventure
in viaggio alla scoperta
delle cose del mondo, per capirle.
Ogni regalo che ti fa un amico
è un augurio di felicità:
così pure questo anello.
Vola libera e felice,
al di là dei compleanni,
in un tempo senza fine, nel persempre.
Di tanto in tanto noi c'incontreremo
- quando ci piacerà -
nel bel mezzo dell'unica festa
che non potrà mai finire.

E trovo di nuovo poesia :-)

 

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