Castles made of sand ...

... fall in the sea, eventually

Giovedì 24 Agosto 2006 01:25

Un giorno è passato, solo uno. Poco più di 24 ore. Sei scesa dalla mia macchina a l'una e 20. Eppure la nostra storia non è ancora passata, è ancora qui su questa tastiera, sui polpastrelli delle mie dita che corrono veloci. Dove sono caduto? Dove ho svoltato? Perché non amo la vita come un tempo? Perché non ti amo come un tempo? Perché non sono nemmeno sicuro di non amarti?

Ieri notte al parcheggio ho letto quelle tue pagine e ho pianto.

Mi mancava il fiato, respiravo a colpi. Poi l'ansia di perderti per sempre.

 

Questa mattina ho capito che non ci sei più. Ti ho allontana veramente. Dio quanto mi è costato questo passo. Ce l'ho un'anima e mi fa male. Il mio cuore invece si è indurito e sente poco. Sente poco amore e poco odio per tutto e per tutti. Non è in armonia, non è vivo. Qualcosa mi ha indurito, il mio modo d'essere, il dolore fisico, il non fare. Ho perso entusiasmo, chiarezza, passione.

 

Mi è rimasta solo la voglia di capire. Voglio capire cosa sei per me.

Ho sognato di stringerti e amarti e darti dei figli e farti felice e sposarti e coccolarti e viverti e insegnarti qualsiasi cosa e lasciare che tu mi insegna ad essere più umile, più buono, meno irrascibile, meno arrogante, insomma una persona migliore, un uomo, un padre. Ho paura, ha avuto paura, ma non di tutto questo. Si, all'inizio ho avuto paura di tutto questo. Ora so che non è questo che mi fa paura. Voglio anch'io tutto questo.

Mi fai paura tu. Sei qui vicino a me da sette anni e mezzo e mi hai sempre amato, anche quando mi odiavi per averti fatto soffrire. Sempre, Cristo Iddio. Mi hai amato aspettandomi, perdonandomi, aiutandomi, accontentandomi. Era solo amore o avevi anche tanta paura di perdermi? Mi hai amato anche un attimo prima di lasciarmi ieri notte. Mi hai detto "Imbocca al lupo", mi hai stretto, mi hai riempito di vita fino all'ultimo istante per poi lasciare un vuoto. Hai sempre avuto le idee chiare, tu. Voglio sposarmi, voglio una famiglia. Decisa a farsi una famiglia, decisa ad amarmi e a darmi tutto. Come facevi a darmi tutto senza riserve, senza dubbi, senza esitare, con il cuore sempre spalancato? Mi amavi, ecco come facevi. Mi amavi nell'unico modo in cui si dovrebbe amare, con tutta te stessa, senza incertezze. Ho avuto paura del tuo sentimento perfetto, limpido e tenace. Il mio non era alla sua altezza. Non era così puro. Io ho sempre avuto qualche pensiero contradditorio, delle riserve, dei dubbi. Non ce la facevo più a dubitare del nostro futuro mentre tu lo alimentavi ogni giorno in quel modo.

Ora mi sento vuoto, inutile, sterile. Ti tengo tra le mie braccia mentre Dio mi guarda con compassione. "Dio grazie del dono, molto gradito, ma non credo di amarlo abbastanza e non mi venire a dire che è il dono più grande che mi potessi fare, perchè il più grande sei tu e puoi sempre far di meglio."

Non lo so se puoi far di meglio. Con la mia testa potevi far di meglio, mi fai arrivare ovunque con il pensiero e finisce che non arrivo da nessuna parte.

 

Mi mancano i tuoi sorrisi, che mi riempivano. Mi mancano i tuoi occhi, che mi seguivano e mi parlavano del buono che porti dentro. Mi manca il tuo coraggio di amare. Come si ama? Così, come fa Vanessa. Guardatela tutti e imparate. Mi vieni a dire che vali. Mi vieni a dire che sei una persona migliore di quanto potessi immaginare. Come se non lo sapessi. Come se non conoscessi le tue qualità. Sei una donna ormai, dolce come nessuna, sincera, onesta, concreta, sentimentale. Sei un piccolo capolavoro, piccolo perché non arrivi al metro e sessanta. Io invece sono un grande pasticcio e non solo perchè sono alto. Dovresti stare al Louvre fino a quando non mi risveglio da questo incubo. Parigi sarebbe meravigliosa per ricominciare. Un'opera d'arte insieme ad un bozzetto, incompleto, senza nervo, come il mio libro.

 

Continuo a pensare che l'umanità, la dolcezza e la femminilità che porti dentro non potrò mai ritrovarle in altre donne.

Continuo a pensare che dovrei smettere di pensare e iniziare a sentire.

Iniziare ad ammorbidire il mio cuore, a capire almeno in che direzione batte, se batte, cosa vuole, dove vuole andare. Giuro che se si fa sentire, questa volta lo seguo. Lo seguo senza esitare.

 

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