Castles made of sand ...

... fall in the sea, eventually

Le mie lacrime con le tue.

3 dicembre 2001

Posso farti più male di così? Potrei darti più amore di così? Sono critico, scontroso, esigente. Sono innamorato del tuo stare male per me. Tutto mi annoia tranne il tuo bene ostinato. Allora, ti piace questa verità? È solo una delle tante con le quali ti violento l’anima, il corpo, i pensieri. Ti tormento per sentire cos’hai dentro. Cristo, fatti sentire. Ribellati a me. Grida. Fammi paura.
Dolce, dolce è il tuo pianto. Ti bastano poche lacrime ed eccomi addomesticato. Ti ascolto piangere, ascolto il tuo dolore. Ora sento la mia colpa, capisco la mia rabbia. Tutto questo non può essere noia. Tu tremi. Sono solo un’insensibile bastardo. Tenero, dolce e bastardo. Non sopporto quanto riesco ad esistere con te. Tra qualche giorno succederà ancora, lo so. Dovrò sconvolgere tutto per il piacere di rincominciare, per cercare nuvole più alte.
Ti prego, non startene sempre li, indifesa. Non vedi che anche i miei morsi più feroci ti bramano? Ti sto cercando, in profondità, nel fango. Voglio i tuoi morsi atroci, voglio la tua rabbia. Voglio che mi tiri dietro il tuo fango. Voglio le mie lacrime con le tue. Voglio te in tutte le tue infinite forme, fino a quando non torna fuori quel tuo sorriso, infinito. Voglio che tu rida di noi dopo aver pianto. Solo allora il tuo viso mi racconterà l’uomo che sono e tu capirai quanto è amabile la mia perfidia.

Che cosa faresti se ....

… la prossima notte fosse l’ultima notte della tua vita e poi morissi, un’ora dopo l’alba?

Guarda l’orologio, che ore sono?

Puoi vivere solo fino all’alba di domani.

Se la mezzanotte è passata da pochi minuti allora ti restano ancora due notti e un'intera giornata. Circa 30 ore di vita.

Ma se ora fosse tarda sera, magari le undici passate, allora ti resterebbero poche ore.

Fa molta differenza? Forse si, forse no, forse ci devi riflettere o forse hai già le idee chiarissime.

Comunque sia, sorprendimi. Che cosa faresti?

Cose che mi piacciono!

Girare in bicicletta di notte, in estate, per le vie del mio paese (Dolo, Venezia).

Ascoltare un hard rock band indiavolata o una blues band in un pub (d'inverno) o ad un raduno, festa, festival (d'estate) con un po' di amici, mangiando fritti, grigliate o panini e bevendo birra. 

L'odore di una candela che si spegne.

Correre sul bagnasciuga la mattina presto (l'avrò fatto tre volte) o al tramonto.

Fare una partita a Risiko Prestige regolamento da torneo senza limite di tempo, mangiando e bevendo.

Mangiare messicano.

Scalare torrenti e fotografare luoghi poco conosciuti.

Giocare a biliardo con del buon blues di sottofondo e qualcosa da bere. Con Paolo R viene meglio.

Girare per Venezia senza una meta precisa, se non quella di provare lo spritz in ogni bacaro. Con Paolo R viene meglio.

Fare un certo numero di partite a Yatzy sulla spiaggia con una caraffa di Spritz. E poi vagare per il lungo mare Jesolano in cerca di locali da ballo aperti al lunedì. Con Paolo R viene meglio.

 

Cose che non mi piacciono.

Lo spritz.

Torino, Pacific Hotel Fortino, 24-02-07, 05:48

6 meno 10 del mattino.

Questo hotel avrà anche 4 stelle, ma non ha le persiane.

Solo tende oscuranti, eppur si vede che quasi quasi albeggia.

 

Ed io ho sonno, ho sicuramente sonno.

Prima nella hall c’erano molti di noi impegnati in un gioco strano che non conosco. Stavano tutti intrecciati, imbrigliati. Un gioco più fisico, che mentale.

Poteva essere interessante.

Invece dopo una piatta risikata mi son messo a guardare improvvisati giocatori di poker. Non ho capito granchè delle loro varianti al gioco, ma mi divertivano tra cicche, birre e risate.

 

Sono qui a Torino per un raduno nazionale di Risiko e sono in camera con “Paolo Valdo”, uno degli 11 membri della spedizione Club Grifone di Venezia.

Paolo è un grande esperto di musica rock, blues, punk, innamorato di Woodstock e va d’accordo con tutti. A volte bisticcia con il risiko, ma ha ampi margini di miglioramento. Poi lui non è un tipo competitivo. La competizione separa. Lui è un’aggregatore, un tipo alla mano, eccelso russatore.

 

Comunque sono le 6 ed io ho sonno. Ho sicuramente sonno.

Domani ho 3 partite a risiko, vorrei almeno rendermi conto di giocarle. Non che sia necessario rendersi sempre conto di ciò che accade, comunque ...

 

Dormo. Ora dormo.

No, cazzo che non dormo, c’è questa cosa nell’aria che ogni tanto arriva ed io la respiro e allora non dormo. Allora devo accendere la luce, prendere il mio moleskine che è sempre li per questi momenti, prendere la penna e …

… e niente, cazzo, è già andata!

È la vita, t’incanta un attimo, prima che tu ti addormenta e tu gonfio di magia decidi di fermarlo questo momento, ma niente.

Scrivere è tutta un’altra cosa rispetto la vita.

Le parole sono tutta un’altra cosa rispetto la vita.

 

Eppure qualcosa devo scrivere. Un paio di periodi da terza elementare verranno fuori, alla faccia di quella gran mignotta dell’ispirazione. Femmina, l’ispirazione. Una che arriva li all’improvviso, ti seduce, ti eccita al punto da risvegliarti e farti tirar fuori il pennacchio per schizzar giù qualcosa di te e sul più bello scompare. Non la vedi che se ne va, si dissolve in un'istante!!

Eppure sono innamorato di questa rete di connessioni, di questo istante di legami e flussi d’affetto.

 

E sono pure innamorato di tutto ciò che sta dietro al meccanismo, che non conosco e non so spiegare, del mistero che non so svelare e di tutto ciò che mi attraversa e non so afferrare.

 

Si, un bel periodo da terza elementare, con tutti i verbi in “are” e la poetica che se ne va a cagare.

 

Eppure è tutto così denso è veloce da sembrare irreale.

Ed è comunque tutto percepito e sempre da verificare, domani, dopodomani ... proiettati sempre e per sempre in un nuovo reale!!

Ed è quando non so chi sono che mi riconosco in tutto ciò che esiste, fino a confondere i lineamenti della mia identità e a far filtrare l’anima, il volto di ciò che è spirito, una specie di condensa divina dell’umanità.

 

Paolo è tornato e mi ha chiesto che sto facendo.

Figuriamoci l'ispirazione che fine ha fatto.

Se avesse tardato qualche minuto chissà cosa avrei potuto scrivere, chissà quale delicata suggestione, magari ci scappava un ossimoro, una verità assoluta e non banale ... no, quelle non si possono scrivere.

 

Meglio dormire prima che lo faccia Paolo.

 

8:36 La luce imperversa, Paolo ronfa solenne, io fluttuo tra il confuso mondo dei sogni, quello inesistente dei desti e l'unico veramente reale del dormiveglia!

 

10:50 Arriva la colazione

 

 

Baker Street ...

... la strada di casa di quel gran fumatore di pipe Sherlock Holmes, ma anche quel gran pezzo di piano, arpeggio, voce e SAX di Gerry Rafferty (ex sigla dei Bellissimi di Rete 4) .. che piace tanto alla mia Lu.

 

Voglio provare un gioco di libera associazione. Canzoni, parole, ricordi, sensazioni. Tutto deve influenzare liberamente il flusso comunicativo del post. Influenzare, mantenendo un certo filo conduttore, una certa fluidità (goccia al naso). Non ha senso? Infatti il senso è questo: “No Sense”, l’unica categoria che ha veramente senso a quest’ora.

 

Mi scrivi che hai voglia di Nutella! Vorrei risponderti che è tardi per la Nutella, ma non c’è Nutella nel T9. Vorrei dirti che non c'è Nutella nel T9, ma non c’è nemmeno T9 nel T9. Schiavi digitali, a caccia di @ e punti G. Intanto ascolto “you make me feel like a natural woman” e mi sento in perfetta armonia con la canzone. Solo che io sono un uomo. Cambio. Peter Gabriel. Peter Pan. Gabriel Battistuta. Le grandi punizioni dell’Arcangelo Gabriele. Tirava di quelle canne, il grande Batti (si intravede la metofora tossicodipendente incline al favoreggiamento della prostituzione). Sei patetico. Sfuggi così ostinatamente la banalità da risultare scontato. Non sono un capo d’abbigliamento. Te la servi da solo, la battuta. Che posso farci, non ho una spalla. Peverino. Sono come la mia Ibanez acustica: a spalla mancante (dicesi di ragazzo che non è andato a scuola, ma è andato a giocare a stecca). Con scuola mi s'atrofizza l'ispirazione.

Provo a cercarla nella ricca cartella (zaino) soft/ballad Hard Rock e trovo "Come Away Melinda" (la mela) degli Uriah Heep e "Since I've Been Loving You" dei Led Zeppelin. Almeno una volta bisognerebbe fare dei preliminari con questi pezzi e non sto parlando di Champions League.

Queste sono pietre MILITARI della musica Rock, come diceva oggi Homer parlando di My Sharona. Accidenti. Con My Sharona ho distrutto la Civic. Non è tanto bello questo gioco di libera associazione. Bei ricordi o brutti ricordi? Quel lembo di pelle che si distacca dalla fronte e che mentre lo tocchi non lo riconosci, perché tu sai che non sei fatto così, eppure qualcosa di te sporge a penzoloni verso l’esterno e intanto ti cola sangue tra gli occhi, lungo il naso, in bocca … brutto ricordo. Lo stato emotivo fino ad un attimo prima di tagliare la strada a quel vecchio invisibile Mercedes … bei ricordi.

 

Si, bei ricordi, come un'esplosione di vita imperfetta, caotica, ma istantanea come il qui ed ora, senza un prima o un dopo, senza possibilità di afferrarla o descriverla, ma con l'inevitabile urgenza di viverla e le notti con le dita sulla tastiera che la rincorrevano, veloci, ma mai abbastanza per raggiungerla. Eppure, l’illusione, a tratti, d’afferrarla. L'illusione, quasi, di dominarla, mentre stavi li, dominato dalla sua essenza. Vita.

 

Sono le 5. Fa freddo. Ho sonno. Tra 5 ore mi alzo. 5 è il mio numero preferito. Il mio pensiero ripete ciclicamente una libera associazione con il letto. Scritto, letto, approvato! Vado a letto!

Si, si ...

... posso giocare con la musica.

Potrei fare una serata di tre ore mixando southern rock, facendovi sentire l'odore dei campi.

Potrei intossicarvi di progressive, psichedelica ed elettronica e portarvi nel cielo di diamanti di Lucy.

Potrei ingellarvi i capelli con il rock 'n roll o allungarvi il colletto della camicia con la Disco Dance.

Potrei fare tutto questo in una notte sola per poi mettervi una corona di fiori al collo e farvi muovere dentro ritmi latini.

E infine aspetterei l'alba per farvi addormentare con il soul.

Potrei ...

 

Quello di prima era ...

... il 47esimo post. Un post morto che parla. Meglio farne un 48.

Meglio una rivoluzione di un folle, che il ghigno cinico e puzzolente di un cadavere che parla.

 

Musica che va, musica che viene, musica che scorre.

Oh! sweet Nuthin', ancora questa canzone dei Velvet. Ora cerco testo e traduzione.

Trovata. Ho trovato anche questa frase:

 

L'utopia è come l'orizzonte: irraggiungibile, ma serve per continuare a camminare.

 

Ora vado, non ho niente di assolutamente vero da dire,

e tutto ciò che è abbastanza vero, non lo è abbastanza,

e non ho più tempo che mi avanza,

e non ho più voglia di questa stanza.