Castles made of sand ...

... fall in the sea, eventually

Poesia di Titos Patrikios

Gli anni poi passeranno
masse di monti e pietra 
si frapporranno
tutto sarà dimenticato
come si dimentica
il cibo quotidiano
che ci tiene in piedi.

Tutto, tranne quell’istante
in cui sul metrò affollato
ti aggrappasti al mio braccio.

Foglie d'erba.

Rifluisci, oceano della vita, (tornerà l'alta marea), non cessare il tuo lamento tu feroce antica madre, senza fine piangi per i tuoi naufraghi, ma non aver paura, non respingermi, non frusciare così roca e adirata contro i miei piedi appena ti tocco o raccolgo qualcosa da te.

Io intendo essere gentile con te e con tutti, raccolgo per me e per questo fantasma che guarda giù dove ci dirigiamo, e segue me e i miei canti.

Me e i miei canti, libere tracce di vento, piccoli cadaveri, schiuma bianca come neve, e bolle, ciuffi di paglia, sabbie, frammenti, portati qui a galla da molti umori, uno in contrasto con l'altro, dalla tempesta, dalla bonaccia, il buio, il gonfiarsi delle onde, meditando, riflettendo, un respiro, una lacrima salmastra, un po' di liquido o di terra, su come da insondabili trasformazioni fermentate e scagliate, un fiore o due marciti, strappati, sulle onde fluttuando alla deriva, ugualmente per noi quel singhiozzante lamento della Natura, ugualmente da dove noi veniamo quello squillo di trombe annuvolate, noi, capricciosi, portati qui non sappiamo da dove, sparsi davanti a te, tu lassù che cammini o stai seduto, chiunque tu sia, anche noi siamo relitti ai tuoi piedi. 

Walt Whitman


Incarico di Julio Cortazar

Non darmi tregua, non perdonarmi mai

Pestami a sangue, che ogni cosa crudele sia tu che ritorni.

Non lasciarmi dormire, non darmi pace !

Allora otterrò il mio regno, nascerò lentamente.

Non smarrirmi come un motivetto facile, non essere carezza ne guanto;

Intagliami come una selce, fammi disperare.

Difendi il tuo amore umano, il tuo sorriso, i tuoi capelli. Donali.

Vieni a me con la tua collera secca di fosforo e squame.

Grida. Vomitami sabbia in bocca, rompimi le fauci.

Non mi importa ignorarti in pieno giorno,

sapere che giochi faccia al sole, a viso aperto.

Condividilo.

 

Io ti chiedo la cerimonia crudele del taglio,

quello che nessuno ti chiede: le spine

fino all’osso. Strappami questo volto infame,

obbligami a gridare finalmente il mio vero nome.

Grazie!

Di "grazie" alle tue lacrime

non asciugarle in fretta

Meglio piangere e nascere

poiché non nascere è morire

 

Essere vivo, anche percosso e curvo

non sparir nelle tenebre del plasma,

è un minuto-cometa codaverde

rubato al grande carro d'universo

 

Ingozzati di gioia come di rapanello,

ferma il coltello, ridi

Tu potevi non nascere ed è orribile

e pure è orribile che vivi

 

Essere nato è un colpo di fortuna

Vita è un black jack

con una strega orrenda

Uscir dal mazzo è già un caso sfacciato

come tirare con un asso un re

 

Fumo di visciolo dà il capogiro

ebbro di tutto e nulla

dal prodigio non ridestarti, se puoi

dal prodigio della tua apparizione

 

Se non ti aspetti in cielo il paradiso

non offender la terra con gli insulti

una seconda vita non verrà

e poteva non esserci la prima

 

Confida nei bagliori e non nell'estinzione

fra le erbe della steppa e fra le euforbie

gettati e senza predicare troppo

rovescia sulla schiena l'universo

 

Non essere scapestrato,

è sconveniente nel dolore

sull'anima in rovina

lurido e lacerato come Zorba

celebrando la tua vergogna, danza

 

Grazie ai gatti più neri

che hanno tagliato la tua strada

e ancora grazie

a tutte le bucce di cocomero

su cui sei scivolato

e grazie a ogni dolore, anche al più forte

perchè qualcosa tuttavia ha dato

e grazie alla più disperata sorte

perchè una sorte tuttavia c'è stata

 

Evgenij Evtushenko 

La vita fugge e non s'arresta un'ora

La vita fugge e non s'arresta un'ora:

E la morte vien dietro a gran giornate;

E le cose presenti e le passate

Mi danno guerra, e le future ancora.

E 'l rimembrar e l'aspettar m'accora

Or quinci or quindi sì, che 'n veritate,

Se non ch'i' ho di me stesso pietate,

I' sarei già di questi pensier fôra.

Tornami avanti s'alcun dolce mai

Ebbe 'l cor tristo; e poi dall'altra parte

Veggio al mio navigar turbati i venti:

Veggio fortuna in porto, e stanco omai

Il mio nocchier, e rotte àrbore e sarte,

E i lumi bei, che mirar soglio, spenti.

 

Francesco Petrarca

Pedro Salinas

Ti ho cercato nel dubbio:

non ti trovavo mai.

 

Sono andato in cerca di te

nel dolore.

Tu non venivi da li.

 

Mi sono immerso nel profondo

per vedere se, infine, tu c'eri.

Attraverso l'angoscia,

dilaniatrice, ferendomi.

Tu non sorgevi mai dalla ferita.

 

E nessuno mi ha fatto cenno

-un giardino o le tue labbra,

con alberi, con baci-;

nessuno mi ha detto

-per questo t'ho perduta-

che tu eri sugli ultimi

terrazzi della gioia,

del riso, della certezza.

Che ti si trovava

sulle cime del bacio

senza dubbi e senza domani.

Nel vertice puro

dell'allegria alta,

moltiplicando giubili

per giubili, per risa,

per incanti.

Annotando nell'aria

le incredibili cifre, senza peso,

della tua felicità.

Mi piaci quando taci.

 

Mi piaci quando taci... Me gustas cuando callas...
   
Mi piaci quando taci perché sei come assente, Me gustas cuando callas porque estás como ausente,
e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca. y me oyes desde lejos, y mi voz no te toca.
Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi Parece que los ojos se te hubieran volado
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca. y parece que un beso te cerrara la boca.
   
Siccome ogni cosa è piena della mia anima Como todas las cosas están llenas de mi alma
tu emergi dalle cose, piena dell'anima mia. emerges de las cosas, llena del alma mía.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima, Mariposa de sueño, te pareces a mi alma,
e assomigli alla parola malinconia. y te pareces a la palabra melancolía.
   
Mi piaci quando taci e sei come distante. Me gustas cuando callas y estás como distante.
Sembri lamentarti, farfalla che tuba. Y estás como quejándote, mariposa en arrullo.
E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge: Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:
lascia che io taccia con il silenzio tuo. déjame que me calle con el silencio tuyo.
   
Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio Déjame que te hable también con tu silencio
chiaro come una lampada, semplice come un anello. claro como una lámpara, simple como un anillo.
Sei come la notte, silenziosa e stellata. Eres como la noche, callada y constelada.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice. Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.
   
Mi piaci quando taci perché sei come assente. Me gustas cuando callas porque estás como ausente.
Distante e dolorosa come se fossi morta. Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
Poi basta una parola, un sorriso. Una palabra entonces, una sonrisa bastan.
E sono felice, felice che non sia vero.

Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.

 PABLO NERUDA

 

Canzone del maschio e della femmina!

Il frutto dei secoli, che spreme il suo succo
nelle nostre vene.

La mia anima si diffonde nella tua carne distesa
per uscire migliorata da te, il cuore si disperde
stirandosi come una pantera,
e la mia vita, sbriciolata, si annoda
a te come la luce alle stelle!

Mi ricevi
come il vento la vela.

Ti ricevo
come il solco il seme.

Addormentati sui miei dolori
se i miei dolori non ti bruciano,
legati alle mie ali,
forse le mie ali ti porteranno,
dirigi i miei desideri, forse ti duole la loro lotta.

Tu sei l’unica cosa che possiedo
da quando persi la mia tristezza!

Lacerami come una spada
o senti come un’antenna!

Baciami,
mordimi,
incendiami,
che io vengo alla terra
solo per il naufragio dei miei occhi di maschio
nell’acqua infinita dei tuoi occhi di femmina!


Pablo Neruda

 

Ama, bevi e taci!

Così presto passa tutto quanto passa!

Muore così giovane davanti agli dèi tutto quanto

Muore! Tutto è così poco!

Niente si sa, tutto si immagina.

Circondati di rose, ama, bevi,

e taci. Il resto è niente.

 

Fernando Pessoa

Te lo ricordi, infedele, quel mattino

Te lo ricordi, infedele, quel mattino
che dormivamo nudi vicino

e un sole più che orientale
salendo veloce le scale

bussò ai nostri vetri e ci svegliò?
Te lo ricordi, infedele, o no?

Il primo raggio forte, sereno,
si infranse alla sommità del tuo seno

così scoppiò per un istante
un vortice di luce inondante

da te, da noi, eco del fuoco disperso
di quando cominciò l'universo;

come se due che hanno fatto l'amore
fossero madri di tutte le aurore.

Giuseppe Conte

Vero amore!

Vero amore
Mi manchi, se non ti incontro
nello sguardo di ogni bambino,
e se in un riverbero di tramonto
non ritrovo la tua freschezza.

Mi manchi se, invece di amarti,
inciampo solitario nel dubbio
“Mi ama dunque o non mi ama?
Quando e come mai lo saprò?”

Ma sempre sei in me, se ti penso
anche immersa in un altro amore
con le tue care guance d'angelo
arrossate da una nuova passione.

Per me tu esisti solo nella libertà
e se le mani di un altro ti toccano
con gioia offro la mia distanza
ai tuoi gesti e alle sue tenerezze.

Silvano Agosti

Rimbaud!

Volo per Volo .. rieccolo!

Le sere turchine d'estate andrò nei sentieri
punzecchiato dal grano, calpestando erba fina:
sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi.
E lascerò che il vento mi inondi il capo nudo
non dirò niente, non penserò niente: ma
l'amore infinito mi salirà nell'animo,
e andrò lontano, più lontano, come uno zingaro,
nella natura - felice come una donna.

 

Rimbaud

 

Ho sceso, dandoti il braccio ...

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Eugenio Montale

Se

30! Ora diventa difficile bere cose più vecchie di me! ;-)

 

Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti

la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;

se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,

e mettendo in conto anche il loro dubitare;

se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,

se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,

o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,

senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;

se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,

se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso

trattando quei due impostori allo stesso modo;

se riuscirai a riascoltare la verità da te espressa

distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,

o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita

e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite

e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,

e a perdere ed a ricominciar tutto daccapo,

senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;

se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,

benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,

e a tener duro quando niente più resta in te

tranne la volontà che ingiunge: «Tieni duro!»;

se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,

o a passeggiar coi re e non perdere il tuo fare ordinario;

se né i nemici né i cari amici riusciranno a colpirti,

se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;

se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile

e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,

il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,

e - quel che è più - tu sarai un Uomo, ragazzo mio!

 

Rudyard Kipling

Lentamente!

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

Se tu mi dimentichi.

Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com'
è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti poco a poco.
"Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata."

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

 

Pablo Neruda

Amare una persona è ...

... averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt'uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è...
accettarla così com'è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.

Omar Falworth

Poichè.

Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l'imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,

facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! soprattutto
basta con l'ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.

E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano;
basta con l'abominevole rancore! basta
con l'oblìo ricercato in esecrate bevande!

Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,

io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;

sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.

E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso.

Paul Verlaine